CHIUSA LA PARTITA CON IL FISCO – Una nuova puntata nella vicenda irlandese di Banca Fideuram. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano MF/Milano Finanza, mentre cinque esponenti di società del gruppo sono stati rinviati a giudizio per reati tributari legati alla partecipata estera Fideuram Asset Management (l’udienza, riferisce il quotidiano, è stata fissata al 12 novembre), il fisco irlandese ha deciso di rimborsare cash a Banca Fideuram 9,8 milioni di euro, operazione transata anche con l’Agenzia delle Entrate. La cifra, peraltro, è stata contabilizzata nella semestrale, chiusa con un utile di oltre 161 milioni di euro (vai qui per la notizia). Ed è, spiega sempre il quotidiano di via Burigozzo, il frutto di maggiori imposte versate in Irlanda nel periodo che va dal 2004 al 2006, restituite a Fideuram.
RINVIO A GIUDIZIO – Ma intanto, proprio su quella questione, in Italia è scattato il rinvio a giudizio. Tutto ruota attorno alla società di diritto irlandese, Fideuram Asset Management, che secondo i magistrati inquirenti non avrebbe preso le sue decisioni in modo autonomo, essendo queste state adottate a livello italiano. Le tasse, dunque, si sarebbero dovute versare in Italia e non in Irlanda. Una presunta interposizione fittizia che comporterebbe contestazioni per 500 milioni e un’evasione pari a circa 160 milioni.
UN’UDIENZA IMPORTANTE – Chiusa la partita con il fisco, resta aperta quindi quella con il Tribunale di Roma, interessato al risvolto penale della vicenda, che come ricorda MF/Milano Finanza vede coinvolti cinque esponenti di società del gruppo, quattro dei quali sarebbero ex responsabili della società di diritto irlandese succedutisi negli anni, oltre al responsabile dell’italiana Fideuram Investimenti sgr. L’udienza del 12 novembre è, conclude il quoditiano, un appuntamento importante per l’industria del risparmio gestito, dal momento che la prassi di creare società di diritto irlandese o lussemburghese è molto diffusa e la distribuzione di fondi comuni italiani “esterovestiti” negli ultimi tempi ha largamente superato quella dei prodotti di diritto italiano.