Private Equity, Mergermarket: in Italia l’M&A è in crisi ma si riprenderà

PARLA L’AVVOCATO OTTIMISTAMergermarket, il servizio di informazione finanziaria specializzato in fusioni e acquisizioni (M&A) che ancora per pochi mesi appartiene al gruppo Financial Times (la società è stata messa in vendita) ha tenuto ieri il suo consueto Forum annuale sull’M&A e sul Private Equity in Italia. “L’edizione di quest’anno cade in un momento di ripresa dell’M&A”, spiega Francesco Gianni (nella foto a destra), Socio fondatore dello studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners. “Registriamo, inoltre, molti segnali positivi che indicano che le aziende con buoni fondamentali possono cogliere delle interessanti opportunità sul mercato”. L’evento ha preso in esame le principali tendenze in fatto di fusioni e acquisizioni proponendo inoltre un quadro sulle prospettive future di investimento. In particolare, si parlerà di internazionalizzazione delle aziende italiane con un’analisi approfondita della strategia degli investitori cinesi in Italia.

I NUMERI DI UN SETTORE IN CRISI – Come spiega Luca Lupone di PwC Italy Deals Leader, “Durante l’evento si è discusso su come affrontare le richieste degli investitori e aumentare il valore dei deals e dei portafogli esistenti, piuttosto che identificare nuove opportunità per generare deal. Il migliore approccio determinerà vincitori”. Del resto, il valore delle operazioni di M&A chiuse in Italia tra Q1 e Q3 2013 è stato pari a 18.3 miliardi di euro. Il valore complessivo di queste transazioni è calato del 38%. Anche i volumi relativi al numero di operazioni chiuse sono in calo del 4.3% rispetto allo stesso periodo nel 2012 (29.5 miliardi, 230 transazioni). È dal 2009 che il valore complessivo delle operazioni di M&A concluse nei primi novi mesi dell’anno non sfiora livelli così bassi (16,6 miliardi). L’assenza di transazioni significative – i cosiddetti “mega deals” – ha dunque pesato negativamente nel periodo tra Q1 e Q3 secondo le analisi di Mergermarket.

QUALCHE SPIRAGLIO ANCORA C’ÈPamela Barbaglia (nella foto a sinistra), London Bureau Chief presso Mergermarket, dice: “Nonostante la contrazione dell’M&A italiana e le criticità del quadro macro-economico, gli scenari di investimento restano relativamente sostenibili come illustrato dalle nozze tra Atlantia e Gemina (3 miliardi), operazione più significativa del 2013.” Barbaglia sottolinea che “il merger tra Atlantia e Gemina ha pesato in modo decisivo sul valore complessivo dell’M&A in ambito trasporti, pari a 3.2 miliardi tra Q1 e Q3. Il settore si è aggiudicato una quota pari al 17.6% del valore complessivo dell’M&A italiana. Un traguardo di poco inferiore al settore consumer che ha totalizzato il 18,8% del valore complessivo dell’M&A italiana mentre il settore chimico-industriale resta l’ambito più attivo in fatto di volumi, pari al 29%. Il mercato italiano ha dunque reagito positivamente se considerato il calo generale dell’M&A sui principali mercati europei e ha beneficiato di una serie di transazioni di alto profilo nella fascia mid-market.”  A conclusione Barbaglia sottolinea che “gli operatori di mercato hanno espresso ottimismo sulle prospettive dell’M&A italiana nell’ultimo trimestre dell’anno dal momento che i fondi di investimento internazionali continuano ad investire in modo coerente in Italia a dispetto degli scenari macro-economici. Da segnalare in particolare l’operazione di CVC Capital Partners che a inizio 2013 ha acquisito Cerved per un totale di €1.13bn. La vitalità del mercato M&A italiano è espressione diretta della sua classe imprenditoriale ancora capace di storie di successo.”