BILANCIO IN UTILE – Ubi Banca ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto a 49 milioni di euro rispetto ai 26,5 milioni registrati nel trimestre precedente, ma in calo dai 63,2 milioni di un anno fa. Il dato è superiore alle attese degli analisti, ferme a 26,5 milioni di euro. Nei primi nove mesi l’utile netto si è attestato a 101,9 milioni di euro dai 222,8 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, che beneficiava soprattutto di un migliore andamento del margine d’interesse grazie a maggiori volumi medi di impieghi e a tassi di mercato più elevati. Ubi Banca, spiega in una nota, si presenta da tempo già in linea con i requisiti di Basilea 3. Il margine d’interesse si è attestato nei nove mesi a 1.291,4 milioni rispetto ai 1.446,1 milioni del 2012.
IL PATRIMONIO – Dal punto di vista patrimoniale, il Gruppo si presenta da tempo già in linea con i requisiti di Basilea 3, e si raffronta favorevolmente con i dati pubblicati dai maggiori player internazionali. Il Common Equity Tier 1 Ratio stimato a regole Basilea 3 a regime risulta confermato sopra al 10% e in ulteriore rafforzamento, gli indicatori di liquidità, sia a breve (Liquidity Coverage Ratio) che a medio termine (Net Stable Funding Ratio) sono maggiori di 1, la leva finanziaria secondo le regole di Basilea 3 è pari a 5,07%, e ben superiore al minimo del 3% richiesto. In base alle regole attualmente vigenti, il Core Tier 1 ammonta al 12,5%, il Tier 1 al 13,2% e il Total capital Ratio al 19,3%.
IL MARGINE DI INTERESSE – Più in dettaglio, il margine d’interesse, si è attestato nei 9 mesi a 1.291,4 milioni rispetto ai 1.446,1 milioni del 2012, risentendo della discesa dei tassi (l’Euribor medio a 1 mese è diminuito da 0,41% a 0,12%) e del difficile contesto economico di riferimento che ha influito sull’entità dei volumi medi di impieghi, non consentendone la ripresa altrimenti ampiamente permessa dalla solida patrimonializzazione del Gruppo.
Si confermano peraltro le positive previsioni congiunturali sul margine d’interesse, che risulta in crescita progressiva nel corso del 2013 rispetto al minimo toccato del 4°Trim2012. Il margine d’interesse, attestatosi a 446 milioni nel 3°Trim2013, ha infatti segnato un +4,2% rispetto al 2°Trim2013, dopo aver registrato un +2,6% già nel 2°Trim2013 rispetto al 1°Trim2013. A tale risultato ha contribuito soprattutto la riduzione del costo della raccolta, derivante da minori pressioni di mercato e dalla gestione attiva del funding marginale a maggior costo, effettuata a partire dal secondo trimestre, che ha determinato l’ulteriore miglioramento della forbice clientela all’1,68% nel terzo trimestre dell’anno (+7 punti base vs 2Trim13). Nei primi 9 mesi dell’anno sono stati incassati dividendi per 9,3 milioni, essenzialmente riferiti al portafoglio titoli AFS in capo a UBI Banca, 4 dei quali dalle azioni Intesa Sanpaolo , dopo le parziali vendite realizzate a partire dagli ultimi mesi del 2012. Nell’analogo periodo del 2012 la voce aveva invece registrato un flusso di 13,7 milioni, dei quali 9,3 milioni rivenienti da Intesa Sanpaolo.
IL FUTURO – Con riferimento al Gruppo Ubi, alle attuali condizioni di mercato è atteso un ulteriore lieve miglioramento del margine d’interesse, anche grazie ad un’equilibrata struttura finanziaria che ha consentito una politica di attenta gestione delle componenti di funding a costo più elevato e a minore stabilità. Si prevede una buona tenuta dell’apporto commissionale, che tra l’altro beneficerà delle commissioni di performance della SGR. Si conferma anno su anno il contenimento degli oneri operativi. Le recenti evoluzioni dei mercati finanziari permettono di prevedere una evoluzione positiva dell’andamento del risultato della finanza di Gruppo nel quarto trimestre, che dovrebbe sostanzialmente compensare il maggior costo del credito derivante dal ritardo della ripresa economica.