Esercitava dopo la cancellazione dall’Albo, la Consob sanziona un pf

UNA “MULTA” DA 7MILA EURO – Settemila euro di sanzione amministrativa pecuniaria per Luigi Simeone, classe 1959, iscritto all’Albo dei promotori finanziari nel 1999. La Consob ha decretato il provvedimento con delibera 18603, alla luce del fatto che il promotore ha esercitato l’attività nel periodo in cui era cancellato dall’Albo. L’autorità, infatti, aveva depennato Simeone nel 2003 per omesso pagamento del contributo di vigilanza. Nel 2005 il reinserimento, a cui però nel 2009 è seguita una nuova cancellazione sempre per omesso pagamento del contributo di vigilanza, con nuova iscrizione nel marzo del 2011. Con una nota del 20 luglio 2011, l’Apf ha segnalato alla Consob che il rapporto di agenzia tra Ubi Banca Private Investment e Simeone, iniziato il 10 aprile 2000, è proseguito senza interruzione fino al 5 maggio 2011, nonostante la doppia cancellazione.

LA POSIZIONE DELLA BANCA
Ubi Banca Private Investment, dal canto suo, ha comunicato alla vigilanza quanto segue: di non aver mai ricevuto comunicazione del provvedimento né dall’Organismo né dal promotore; che in questo periodo il promotore ha promosso e collocato fuori sede soprattutto prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione, percependo provvigioni per 22.270,93 euro in tutto; di non aver ricevuto reclami da clienti del promotore, né rilevato irregolarità a carico di quest’ultimo. Con le note del 6 ottobre 2011 e del 2 febbraio 2012 Ubi Banca Private Investment ha segnalato di aver mosso al promotore le sue contestazioni e ha inviato copia dei 12 contratti promossi e collocati fuori sede da Simeone durante la cancellazione dall’Albo, nei quali compare la firma dello stesso in qualità di soggetto incaricato del collocamento e il timbro di Ubi Banca Private Investment.

LA DIFESA DEL PROMOTORESimeone si è difeso dichiarando che: i fatti posti a base delle contestazioni sono dovuti alla mancata conoscenza dell’avvenuta cancellazione dall’Albo, a sua volta causata da una mera dimenticanza, agevolata dal mancato ricevimento del relativo bollettino; la stessa Ubi Banca Private Investment ha precisato alla Consob, nel corso dell’istruttoria, di non aver avuto notizia del provvedimento di cancellazione; nel periodo in cui non era iscritto all’Albo ha sempre operato in buona fede, assolvendo al proprio ruolo professionale con assoluta correttezza verso i clienti, come emerge dalle operazioni eseguite; ha immediatamente contattato l’Organismo, dopo essere stato informato in merito alla propria posizione nell’Albo, chiarendo i fatti e richiedendo la reiscrizione; non ritiene opportuno essere classificato come “abusivo” considerata la sua correttezza e la sua buona fede e l’esperienza accumulata, né che una mera dimenticanza nel pagamento del contributo possa privarlo della professionalità acquisita nel tempo. Ma questa linea di difesa non ha convinto del tutto la Consob, che lo ha “multato” chiedendogli di versare 7.000 euro.