I DUBBI SULLA VIGILANZA – Il decreto Milleproroghe, approvato dal consiglio dei ministri del 27 dicembre scorso, ha riconfermato per gli agenti in attività finanziaria e per i mediatori creditizi la vigilanza da parte della Banca d’Italia, almeno fino al 30 giugno di quest’anno. E la cosa, agli operatori del settore, proprio non è andata giù. In una nota, l’associazione Assofinmed denuncia come “la vigilanza da parte dell’Organismo degli agenti e dei mediatori venga ancora una volta rinviata: scelte come questa accentuano ed estremizzano l’amarezza già profondamente provata da parte di tutti quegli operatori che ancora oggi devono fare i conti, se non addirittura competere, con soggetti che, numerosi, continuano tranquillamente a operare, pur non essendosi in alcun modo allineati ai disposti del ben noto decreto legislativo 141/2010“.
RAZIONALIZZAZIONE DEL SETTORE – Andrea Ciani, membro del comitato di gestione dell’Oam, aveva ribadito lo scorso dicembre all’agenzia di stampa Radiocor l’esigenza di ripulire un sottobosco di migliaia di operatori che abusivamente svolgono la professione. Ma l’Oam non ha e non avrà alcun potere contro gli abusivi, “potrà solo presentare denuncia alle Procure e alla Guardia di Finanza, preposta ai controlli sugli agenti e mediatori per l’antiricilaggio. Di qui, emerge la necessaria e indispensabile sensibilizzazione a vigilare, la quale però, pur ben viva e molto forte, da sola non riuscirà a risolvere un problema di cui tutti parlano, discutono, ma che nessuno affronta in maniera decisiva”.
LOTTA ALL’ABUSIVISMO – Partendo dal presupposto che l’agire scorretto di alcuni soggetti danneggia la reputazione di tutti i professionisti, la repressione dell’abusivismo è essenziale ma “ancora oggi stenta a trovare forma e contenuti ben definiti. In assenza di provvedimenti attuativi, la stessa azione ispettiva nei confronti degli intermediari finanziari (agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi) si limiterebbe all’individuazione di eventuali forme di abusivismo, senza effettive e concrete azioni di contrasto a un fenomeno che deve essere invece debellato in maniera decisa e perentoria”, conclude nella sua nota Assofinmed.