La Juventus è la prima squadra di calcio a livello mondiale a lanciare un fondo immobiliare. A spiegare l’operazione J Village su ItaliaOggi Carmine Bruno di Tonucci & Partners.
L’AREA URBANA – Prima della Juventus solo squadre di basket e baseball in Usa avevano fatto cose simili. Il progetto segue un intervento urbanistico di nuova concezione volto a rigenerare un’intera area urbana: unendo l’offerta di servizi sociali, come quelli scolastici, con servizi di intrattenimento, edutainment, food ed alberghiero, si rappresenta una nuova concezione dell’investimento immobiliare. I principali protagonisti dell’operazione sono Juventus, Accademia SGR, gli investitori coinvolti e le due banche: Ubi Banca ed Unicredit. Nel dettaglio il fondo immobiliare J Village, costituito e gestito da Accademia Sgr spa, ha avviato i lavori per la realizzazione, su un’area di 149.000 mq., per una superfice lorda di pavimenti di 35.000 mq., del nuovo Training e Media Center, di un hotel, che sarà denominato J Hotel, di una scuola internazionale, con un’offerta educativa-formativa dalla scuola materna alle superiori, della nuova sede sociale della Juventus e di un concept store dedicato all’intrattenimento, alla ristorazione ed al commercio.
I NUMERI – Il valore dell’intera operazione, che ha come soggetto promotore la società Juventus football Club spa, è di oltre 100 milioni di euro. Al fine di dare esecuzione a tale progetto, il fondo J Village si è dotato di 53,8 milioni di euro di equity, raccolti da diversi investitori ed ha, al contempo, sottoscritto un finanziamento per un totale di 64,5 milioni di euro con le banche Ubi Banca e Unicredit. Ed infine, lo sviluppo sopra menzionato genererà oltre 300 nuovi posti di lavoro.
IL FINANZIAMENTO – Attraverso l’intervento di un fondo comune di investimento immobiliare è stato possibile reperire le risorse finanziarie (sia equity sia debt) per lo sviluppo del progetto. Con riferimento al debito, il finanziamento, a medio lungo termine, accompagna l’operazione sia nella sua fase di sviluppo sia nella fase successiva a reddito, prevedendo, pertanto, un periodo di preammortamento tale da coprire l’intero periodo dello sviluppo immobiliare. Il rimborso del finanziamento è garantito dai flussi di cassa derivanti dai canoni di locazione derivanti dagli immobili che saranno costruiti sull’area e che saranno locati mediante contratti di locazione double net (nei quali, tra l’altro, anche l’esecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria è posta a carico dei conduttori), nonché dal controllo sui costi di costruzione dell’intero progetto mediante la sottoscrizione, da parte del fondo, di contratti di appalto integrato: cd. “turnkey contracts”.