Tariffe di prenotazione alberghi più bassi sulle piattaforme online come Booking o Expedia? Da oggi non più. Grazie ad un emendamento al ddl concorrenza votato dalla Camera dei deputati, che ha abolito la parity rate, questo non accadrà più.
PROVVEDIMENTO IN AULA – La clausola è stata da sempre criticata dalle associazioni di categoria, soprattutto dalla Federalberghi, che la giudica una norma capestro a favore delle multinazionali della prenotazione, le Ota (online travel agency). Il governo inizialmente si era opposto in commissione, ma poi il deputato del Pd Tiziano Arlotti ha portato il provvedimento in aula raccogliendo ampi consensi. A Montecitorio ieri sera è stato un plebiscito, praticamente tutti i gruppi, da destra a sinistra, si sono spesi per cancellare questa clausola (solo 4 contrari).
PREZZI MIGLIORI – Per ora non ci saranno grandi novità, per aspettare di vedere offerte migliori sui singoli siti degli alberghi bisognerà aspettare l’approvazione del Senato. A quel punto la norma sulla parità tariffaria, contenuta nei contratti tra Booking e gli hotel, sarà nulla. I numeri spiegano l’importanza della partita: il mercato delle prenotazioni online (non solo alberghiere) vale circa quattro miliardi l’anno. Soltanto attraverso Booking.com in Italia si effettuano sette milioni di prenotazione all’anno.