Secondo indiscrezioni di stampa, il governo starebbe pensando ad un approccio alternativo sulle pensioni. Non considerare la pensione anticipata come un diritto di tutti bensì come un privilegio per pochi, un sussidio per i disoccupati.
PENSIONE ANTICIPATA – L’idea è quella di permettere a chi ha perso il lavoro di andare in pensione 2 o 3 anni prima con una penalizzazione sull’assegno mensile. Il ministro Padoan ha ribadito che il sistema previdenziale italiano è tra i più saldi d’Europa, come ha confermato anche la valutazione della Commissione Ue. Ma il diritto alla pensione deve essere legato al lavoro prestato e ai contributi versati, oltre che essere adeguato costantemente alle aspettative di vita: la pensione anticipata quindi può essere si ammessa ma come un correttivo volto ad agevolare alcune persone in una condizione particolarmente difficile e non come un diritto universale che lo Stato non può economicamente sostenere. Per esempio, il contribuente, prossimo alla pensione, rimasto senza lavoro e che ha esaurito gli ammortizzatori sociali, Naspi e Dis-Coll in primis, avrebbe la pensione anticipata.