NN Investment Partners, alla luce del Sol Levante

FOCUS SUL SOL LEVANTE NN Investment Partners scommette sul Sol Levante. Da inizio anno, evidenzia Patrick Moonen (nella foto), senior strategist multi asset del gruppo, “il Giappone risulta il Paese con la miglior performance. Tale area soddisfa le esigenze degli investitori alla ricerca di mercati che offrono una crescita degli utili più elevata, una politica monetaria accomodante, un alto premio per il rischio, la prospettiva di riforme strutturali adeguate e una migliore corporate governance”.
 
IMPRESE – In particolare dal lato imprese, le previsioni sugli utili sono positive non solo grazie a elementi congiunturali come lo yen debole e la maggiore crescita economica, ma anche grazie ai cambiamenti strutturali nell’approccio adottato dalle imprese stesse, che stanno gradualmente spostando il focus sulla generazione di valore per gli azionisti, spiega Moonen. “E i primi effetti sono già visibili dal numero maggiore di buyback e dai dividendi più elevati: nel 2014, questi ultimi sono balzati alla cifra record di 12 mila miliardi di yen, il doppio rispetto al 2009”.

ABENOMICS
– Nel frattempo, l’Abenomics continua a fare progressi, aiutata dal fatto che il Partito Liberal Democratico – confermato come unica forza dominante nel panorama politico – “ha buone possibilità di far passare le riforme strutturali. Le proposte di legge presentate durante l’attuale governo mirano a spingere verso l’alto il tasso di crescita dell’economia giapponese”.

BANCA CENTRALE
– La Bank of Japan, da parte sua, “è pronta a intervenire se e quando dovesse essere necessario. L’inflazione ha mancato le aspettative e la banca centrale ha già posticipato il timing previsto per raggiungere il target del 2% da fine 2015 al primo semestre del 2016. Senza un ulteriore allentamento, l’impegno nel raggiungere il target d’inflazione potrebbe essere messo in discussione dal mercato”.

VALUTAZIONI
– Un altro tema sono le valutazioni, prosegue Moonen. “Il premio per il rischio sull’azionario giapponese è del 4,8%, pari a una deviazione standard di 1,6 sopra la media di lungo periodo e lo 0,5% sopra la media globale. Sulla base del rapporto P/E, i mercati giapponesi ed europei hanno valutazioni analoghe. Tuttavia, se corrette secondo la diversa composizione settoriale, il Giappone è scambiato con uno sconto del 12%, con solo due settori su dieci (Utility e Healthcare) più costosi rispetto all’Eurozona. A livello di price to book, il Giappone è più economico del 27%, ma ciò è legato ai livelli di ROE più bassi delle società giapponesi (6,8% contro 8,9% per la zona euro). Come già affermato, riteniamo che il Giappone ridurrà gradualmente il gap con le altre regioni grazie ai cambiamenti comportamentali strutturali”.

SOVRAPPESO SUL GIAPPONE – Infine, il prezzo e il momentum sono positivi. Quindi, conclude il gestore, “nel complesso ci sono ragioni sufficienti per mantenere il nostro sovrappeso su questo mercato, ed eventualmente aumentarlo”.