Tante le misura annunciate nel week end dal premier Matteo Renzi. Una vera e propria rivoluzione copernicana del fisco che vale oltre 50 miliardi di euro.
VIA LA TASI – “Nel 2016”, ha spiegato Renzi, “elimineremo la tassa sulla prima casa”. L’ultimo di una serie di annunci che nel corso degli ultimi anni ha interessato la tassa sulla prima casa. Tolta l'Ici da Berlusconi nel 2008, nel 2012 è stata di fatto reintrodotta dal governo Monti con il nome di Imu. Nel 2014 infine il governo Letta ha introdotto la Tasi, collegando l'imposta sulla prima casa ai servizi indivisibili (come la cura per il verde pubblico). La Tasi sulla prima casa vale 3,4 miliardi contro i 3,9 dell'Imu (il resto si è scaricato sugli altri immobili). Dal 2016, quindi, dovrebbe sparire la Tasi, la gemella dell'Imu che ha riportato l'abitazione principale sotto l'azione del Fisco e ha prodotto l'incrocio di 200mila aliquote sulla stessa base imponibile.
IMU AGRICOLA – Dal 2016 via l'Imu agricola. Le categorie di immobili agricoli sono tre: terreni agricoli, fabbricati rurali residenziali e fabbricati strumentali. Per i primi la tassazione è agevolata per i coltivatori diretti o imprenditori agricoli. A norme invariate, se viene abolita l'Imu scatta la tassazione Irpef, sia pure di importo inferiore. L'abolizione Imu contrasta però con il Dl 66/2014 che ha ridotto l'esenzione per i territori di montagna e di collina eliminando ben 1.600 Comuni montani da quelli esenti. I fabbricati rurali residenziali sono equiparati a quelli urbani. Se “salta” l'Imu, resterà probabilmente la tassazione, esclusa la prima casa. I fabbricati rurali strumentali sono già esenti da Imu e pagano la Tasi perché il loro valore catastale è già compreso in quello del terreno.