Secondo un’analisi di Equita sim riportata dal sito di Milanofinanza.it, il recente accordo sul nucleare iraniano potrebbe riaprire un mercato interessante per le aziende italiane a Piazza Affari, con effetto sull'export di 2-3 miliardi secondo quanto stimato da Sace.
I TITOLI SU CUI PUNTARE – Tra i settori che potrebbero beneficiare di più dalla ripresa delle attività commerciali e dagli investimenti per l'ammodernamento dell'industria petrolifera, gli esperti segnalano Saipem e Tenaris, oltre che Danieli & C. Tra le small cap, proseguono da Equita, Landi Renzo e Sabaf hanno storicamente avuto importanti contributi al fatturato dall'Iran (prima delle sanzioni fino al 10-12% del fatturato per Landi e al 6-7% per Sabaf), molto ridimensionati dall'embargo (1-2%). Per Saras, invece, la riapertura dell'export iraniano dovrebbe contribuire a mantenere sotto pressione il prezzo del petrolio, spingendo i margini di raffinazione europei. D'altro canto, Saras avrà un peggioramento sul circolante per effetto dei pagamenti di greggio iraniano sospesi dall'embargo.