Da quando la fiducia nel sostegno incondizionato delle banche centrali ha iniziato a vacillare, i mercati navigano a vista. Inoltre la Brexit ha costituito un vero e proprio shock. La volatilità è elevata e la fiducia è ai minimi. Si assiste a una forte ondata di speculazione come dimostra quel che succede a danno delle banche italiane. Ecco come costruire un portafoglio anti-shock secondo Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac.
In che modo gli investitori potrebbero costituirsi un portafoglio in grado di difendere il capitale dalle oscillazioni e generare possibilmente anche un minimo di performance?
Gli investitori dovrebbero avere un approccio flessibile. La maggiore volatilità dei mercati, i forti rischi politici e il perdurare di un contesto di crescita bassa creano vulnerabilità. Perciò la gestione attiva dovrebbe generare un premio per il rischio più elevato. Per l’investitore di lungo termine, perseguire strategie che mirano a controllare la volatilità e potenziare i rendimenti è chiaramente la priorità assoluta. Il portafoglio azionario dovrebbe essere costruito in modo da evitare il contesto di contrazione degli utili e cogliere le opportunità in alcuni settori specifici come le società internet. La componente obbligazionaria del portafoglio deve essere diversificata con titoli di Stato e titoli corporate. Il credito strutturato offre alcune opportunità, così come alcuni settori in difficoltà come quello energetico.
I tassi di interesse a lungo termine continuano a scendere sia negli Stati Uniti che in Europa, nonostante le previsioni di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Cosa significa?
La diminuzione dei tassi di interesse nei mercati principali riflette il tasso di crescita globale già basso e che potrebbe diminuire ulteriormente, nonché l’aspettativa che anche l’inflazione rimanga ai minimi. La forte riduzione dei tassi, verificatasi dopo il referendum britannico, è un’anticipazione dell’ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della Bce e della Banca d’Inghilterra. Il rally dei Tnote americani si spiega con le esigenze degli investitori di aumentare le garanzie nei portafogli. Inoltre i Tnote US attraggono gli investitori perché generano un rendimento nominale relativo più alto rispetto ai titoli di Stato europei.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, suggerite di investire nei titoli di Stato con rating AAA di Canada, Stati Uniti e Australia, o preferite i titoli corporate? E se sì di quali emittenti?
Ci sono opportunità sia nei titoli di credito sia nel debito sovrano. Riteniamo sia prudente diversificare le posizione sui titoli governativi avendo cura di tenersi lontani dai rendimenti europei molto bassi e concentrarsi sui paesi che offrono rendimenti maggiori e che hanno un’economia relativamente stabile, come l’Australia, la Nuova Zelanda e la Svezia. Tuttavia, questi titoli di stato hanno già beneficiato dell’interesse degli investitori. Preferiamo focalizzarci sui titoli governativi di alcuni specifici paesi emergenti con rendimenti reali elevati, come il Brasile, il Messico e la Colombia, dove ci aspettiamo una riduzione del rischio di credito grazie al miglioramento delle condizioni economiche. Nel credito corporate i titoli finanziari offrono ancora opportunità sul lungo termine in termini di rendimento e profitto in quanto il premio per il rischio sta diminuendo a fronte del risanamento dei bilanci. Ci sono opportunità anche nei settori dell’energia e nell’industria delle risorse di base, dopo il sell off eccessivo di bond verificatosi a seguito del tracollo dei prezzi delle commodity a inizio anno.
Quale duration consigliate e come avete modificato l’esposizione dei vostri fondi di fronte a un rischio che è di natura finanziaria e politica allo stesso tempo?
Viste le nuove misure anticipate dalle banche centrali prevediamo che i tassi di interesse possano diminuire in misura marginale, sia per i bond con scadenze corte che per quelli con scadenze lunghe. Ciò detto, tenuto conto dei livelli eccessivi delle quotazioni, i titoli di Stato possono essere soggetti ad altri shock in particolare a causa dell’incertezza politica. Manteniamo una duration modificata moderata, attorno a 4-5, che gestiamo tatticamente.
Che cosa pensa dell’Italia?
Il paese ha fatto alcuni passi avanti importanti con le riforme e i settori industriale e manifatturiero attestano una ripresa degna di nota. La disoccupazione resta elevata e questo crea vulnerabilità per le famiglie, mentre il sistema bancario è ancora minacciato dall’ingente fardello dei crediti deteriorati per i quali ancora non si è trovata una soluzione. È giunto il momento di stabilire un dialogo fruttuoso tra la Commissione europea e le autorità italiane.