Focus su 5 titoli petroliferi europei

I risultati del primo trimestre dei gruppi petroliferi europei, riporta Milanofinanza.it hanno stupito in positivo il mercato, con gli utili che hanno battuto del 30-50% le attese. Guardando ai livelli di valutazione dei titoli, ecco a parere degli analisti di Morgan Stanley, chi può salire ancora e chi no.

1. Total
Target price di 55,5 euro (+16%) per il gigante francese guidato da Patrick Pouyanne. Nello scenario più ottimista può arrivare a 63 euro (+32%). Attraente il rendimento della cedola (4,9% nel 2015 e 2016) a fronte di un dividendo rispettivamente di 2,63 e 2,59. Il titolo tratta 13,2 volte l’utile 2015 e 11,6 quello del 2016, mentre il p/bv (prezzo/valore di libro) scende da 1,2 a 1,1. La redditività misurata dal roe (ritorno sul capitale) è in miglioramento: 9,9% nel 2015 e 10,6% prossimo anno. Negli ultimi 12 mesi il total return (performance + dividend yield) è leggermente negativo (-0,6%). Il rating è overweight (sovrappesare).

2. Statoil
Alla compagnia norvegese è stato assegnato il prezzo obiettivo di 180 corone (+12%), che nell’ipotesi bullish arriva a 222 (+38%), mentre il dividend yield è 4,5% (cedola di 7,20 corone). Il titolo viene scambiato 16,7 volte l’utile 2015 e 12 quello del 2016, mentre il p/bv passa da 1,4 a 1,3. In crescita il roe dall’8,2 all’11,4%. Il total return degli ultimi 12 mesi è -7,2%. Il giudizio è positivo (overweight)

3. BP
Il colosso Uk guidato da Bob Dudley merita il target price di 495 pence (+4%), che nello scenario ottimista sale a 545 (+15%) e in quello negativo scende a 410 (-14%). BP ha minori margini rispetto ai competitor per tagliare i costi, visti gli sforzi già fatti in questo senso dopo l'incidente di Macondo. Interessante il rendimento della cedola, del 5,5% in entrambi gli esercizi, a fronte di un dividendo di 0,40. Migliora la redditività, con il roe in crescita dal 4,7 al 7,4%. Negli ultimi 12 mesi il total return è -0,3%. Il rating è underweight (sottopesare)

4. Eni
II target price di 14,5 euro del gruppo guidato da Claudio Descalzi contro un valore d’impresa di 83,3 miliardi, è del 15% inferiore alle quotazioni attuali, ma nello scenario ottimista può arrivare a 18,50 euro (+8%). Il rendimento della cedola del 4,7% in questo esercizio e nel prossimo, a fronte di un dividendo di 0,80 euro. Gli analisti hanno incrementato la stima sull'utile per azione (eps) 2015 dell'1%, mentre hanno abbassato quella del 2016 dell'8% e del 2017 del 12%. In aumento il roe dal 5,1 al 6,1% nel 2016. Il total return a 12 mesi è -2,8%. Il rating è neutrale (equalweight)

5. Galp Energia
Al gruppo portoghese è stato assegnato un target price di 13,3 euro (+9,6%), che nell’ipotesi bullish arriva a 19,90 euro (+64%). Le stime sull'utile per azione (eps) sono state incrementate nel 2015, 2016 e 2017 rispettivamente del 5%, 2% e 1%. Il titolo tratta 20,9 volte l’utile 2015 e 17,4 quello del 2016, mentre il p/bv è superiore alla media (1,8). Il dividend yield è 3,4% quest’anno e 4,1% nel prossimo, a fronte di una cedola rispettivamente di 0,41 e 0,50 euro. La redditività sale (roe) dal 9,3 al 10,7%. Negli ultimi 12 mesi il total return è -2,3%. Il giudizio è overweight.