Fisco: la lista Falciani diventa utilizzabile per gli accertamenti

La cosiddetta lista Falciani – dal nome di Hervè Falciani, il dipendente 'infedele della banca svizzera Hsbc che trafugò la lista dei clienti dell'istituto bancario per venderla al fisco francese – è utilizzabile nei processi fiscali contro i contribuenti italiani sospettati di aver evaso il fisco. Lo ha deciso la Cassazione accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro la commissione tributaria di Milano che aveva deciso per il no all'utilizzo della lista Falciani.

L’ACCERTAMENTO FISCALE – "L'amministrazione finanziaria – scrive la suprema corte in due ordinanze depositate oggi – nella sua attività di accertamento dell'evasione fiscale può, in linea di principio, avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una disposizione di legge o dal fatto di essere stati acquisiti dall'amministrazione in violazione di un diritto del contribuente". Dunque, "sono utlizzabili – sottolinea la Cassazione – nel contraddittorio con il contribuente i dati bancari acquisiti dal dipendente infedele di un istituto bancario senza che assuma rilievo l'eventuale reato commesso dal dipendente stesso e la violazione del diritto alla riservatezza dei dati bancari (che non gode di tutela nei confronti del fisco).

LA VALUTAZIONE DEI DATI – Spetterà quindi al giudice del merito – si legge ancora nella sentenza – in caso di contestazioni fiscali mosse al contribuente, valutare se i dati in questione siano attendibili, anche attraverso il riscontro con le difese del contribuente". Per quanto riguarda il caso in esame, la Cassazione ha annullato con rinvio la decisione del commissione tributaria regionale della Lombardia che, nel riesaminare la questione, dovrà applicare il principio di diritto enunciato con le ordinanze di oggi.