Sarà di circa 15,3 miliardi di euro l’ammontare complessivo dei dividendi che le società quotate alla Borsa di Milano distribuiranno quest’anno agli azionisti sotto forma di cedola. La cifra è in crescita rispetto ai 13,7 miliardi dell’anno passato.
LE STIME DEGLI ANALISTI – È tutto il paniere Ftse Mib a pagare cedole interessanti visto che il dividend yield medio si attesta al 2,5%. E la remunerazione, scrive Il Sole 24 Ore, è destinata ad aumentare: il consensus degli analisti di S&P Capital Iq stima che le società del paniere Ftse Mib aumenteranno di circa il 7% i dividendi sui bilanci 2015 (che saranno pagati nel 2016). È probabile tuttavia che, nonostante ciò, il monte dividendi per il 2016 non sarà così alto come quello del 2015.
IL CANE A SEI ZAMPE – Agli azionisti dell’Eni, primo gruppo per capitalizzazione, andranno circa 4 miliardi quest'anno. Le azioni Eni sono tra le più redditizie in questo momento nel paniere “Ftse Mib” dato che possono garantire un rendimento di quasi il 7%. Il dividend yield (rapporto tra cedola e prezzo dell'azione) è particolarmente alto rispetto alla media degli ultimi cinque anni (6% circa). La flessione dei ricavi dovuta alle oscillazioni del greggio ha peraltro costretto il Cane a sei zampe a tagliare a 80 centesimi la cedola che la società pagherà il prossimo anno in base ai risultati 2015.
ENEL GENEROSO – Rendimento inferiore alla media dell'ultimo quinquennio invece per Enel. Il dividend yield si attesta al 3,3%, al di sotto della media degli ultimi 5 anni (6,47%). Questo in parte si deve al fatto che le azioni Enel hanno ripreso quota in questi mesi (come tutto il listino) e in parte al fatto che la cedola (ora a 14 centesimi) è ancora ben lontana dai livelli pre-crisi. La società comunque dovrebbe essere più generosa nei prossimi anni: il piano strategico per il periodo 2015-2019, prevede che sia distribuito sotto forma di cedola il 50% dei profitti per il 2015. Il cosiddetto dividend payout è destinato ad aumentare di 5 punti percentuali su base annua fino al 65% nel 2018.
IL SETTORE UTILITY – Si conferma attraente tutto il settore utilities a partire dalle società che controllano le reti: Snam e Terna hanno un rendimento del 5,4 e dal 4,8% rispettivamente. Tra i “big” che hanno deciso un ritocco all'insù della cedola c'è Generali. La compagnia triestina, nonostante gli utili in calo a 1,7 miliardi, prosegue nella sua politica di rialzo dei dividendi che sono stati portati da 45 a 60 centesimi per azione. Era dal 2008 che le azioni del Leone non pagavano tanto. Le azioni di Generali hanno un rendimento del 3,28%, superiore alla media degli ultimi 5 anni (2,34%). Restando nel settore assicurativo si confermano molto redditizie anche le UnipolSai (6,4%).
BANCHE – Rendimenti più contenuti per le banche (1,8% in media) i cui azionisti hanno comunque poco da lamentarsi vista la performance del settore in Borsa nel primo trimestre di quest'anno (+28%). Tra gli istituti che hanno aumentato la cedola si segnalano Intesa Sanpaolo (da 5 a 7 centesimi), Unicredit (da 10 a 12 centesimi) e Ubi (da 6 a 8). Sono tornate a staccare dividendi Bper (2 centesimi) e Bpm (0,022 euro).