Le banche svizzere rafforzano gli organici per conquistare i clienti cinesi

Gli indicatori sui consumi da parte della popolazione più facoltosa dicono che la Cina sarà probabilmente la prima tra le grandi economie a superare la recessione apertasi con la pandemia di Coronavirus. Ed è per questa ragione che tra le banche svizzere è partita la corsa a rafforzare gli organici, in modo da conquistare questa fetta di clientela.

Secondo Swissinfo, nel corso dei prossimi dodici mesi le realtà elvetiche incrementeranno i team china-oriented fino al 20-30% rispetto ai livelli attuali. UBS, Credit Suisse e Julius Bär già oggi impiegano centinaia di dipendenti a Singapore e dispongono di team più piccoli in città come Zurigo, che si occupano dei clienti della cosiddetta Grande Cina, di cui fa parte pure Hong Kong.

Proprio Singapore è al centro dei piani d’espansione. La ricerca di private banker nella città-Stato è in progressione dallo scorso anno, quando le proteste a Hong Kong hanno spinto molti clienti a prendere in considerazione sedi alternative per i propri beni.

La legge cinese sulla sicurezza per l’ex colonia britannica porterà a una maggiore influenza sulla metropoli da parte del governo di Pechino. Questo ha ulteriormente alimentato la speculazione su una fuga di capitali.