Nuovo Isee, vecchie “soglie”: alto il rischio di esclusioni e rincari

Dal 1° gennaio è in vigore il nuovo Isee, il “riccometro” che dovrebbe essere usato per fotografare la situazione economica delle famiglie e decidere chi ha diritto agli sconti sulle prestazioni sociali, assistenziali o scolastiche. Ma sorgono i primi problemi.  

L’ANALISI – L’indagine condotta dal Sole 24 Ore su un campione di capoluoghi di Regione rivela un set di strategie per evitare di applicare al 100% il nuovo Isee: per le prestazioni già iniziate (ad esempio gli sconti sulla retta del nido), quasi tutte le agevolazioni vengono confermate fino alla scadenza; per le prestazioni da chiedere in questo periodo, molti bandi sono prorogati; quando il bando non può più essere rinviato, si applicano i risultati del nuovo Isee alle vecchie soglie di accesso. Quindi? L’applicazione delle vecchie soglie, di fatto, rischia di escludere chi risulta meno povero con i criteri di calcolo aggiornati, come gli anziani con casa di proprietà.

LE MOSSE DEI COMUNI – Qualche Comune ha in programma una revisione entro il 2015, stanno studiando i possibili interventi. Mentre qualcuno, come Campobasso, deve ancora cominciare i corsi di formazione del personale sul nuovo Isee. Tra i pochi ad essersi attivati, Ancona ha rivisto le soglie per il settore scolastico, e sta studiando le modifiche per il settore sociale e assistenziale, mentre Aosta ha aumentato del 15-20% i parametri per ottenere sconti sulla Iuc (Imu, Tasi e Tari).

E LE REGIONI… – Neanche le Regioni sono intervenute per adeguare i regolamenti per le materie su cui hanno competenze, come l’edilizia residenziale pubblica o i servizi dell’area socio-sanitaria. In alcuni casi sono stati attivati solo tavoli di confronto con i Comuni.

DOMANDE IN CALO – I Comuni dovranno decidersi – prima o poi – ad adeguare le soglie d’accesso del nuovo Isee. Per esempio, potranno basare le proprie decisioni sui risultati degli Isee “veri” presentati dai cittadini. Ma forse peserà anche un altro elemento: il calo del numero degli Isee presentati (e quindi degli sconti richiesti). Le domande, infatti, potrebbero diminuire, data la scarsa probabilità di ottenere le agevolazioni e il gran numero di voci da includere nel calcolo della situazione economica, non ultima la giacenza media dei propri conti correnti.