È vero che ora costa di più andare in rosso sul conto corrente? Se lo chiede la guida “Come investire nel 2015” del Corriere Economia. E la risposta è sì.
LA CIV – Le banche, infatti, hanno aumentato i costi fissi per chi sconfini sul conto corrente. Il paradosso è che basta sforare per un solo giorno per dover pagare anche più di 50 euro, in media 36 euro nelle sette maggiori banche italiane: un incremento del 9% nei primi 9 mesi del 2014. Il motivo? La recente Commissione d’istruttoria veolce (Civ), la “tassa fissa” che ora scatta se si sconfina. Si aggiunge ai tassi passivi che, al contrario scendono: -2,3% il Tan da gennaio a novembre 2014, a una media del 17,5%.
IL COSTO DELLO SCONFINO – La Civ è dovuta se si esce dal fido, o si va in rosso senza avere un affidamento. Va pagata quando lo sconfino super i 500 euro, oppure quando è d’importo minore, ma dura più di sette giorni. Per le famiglie può superare i 50 euro (anche 85 per le imprese). E se invece si sconfina di mille euro? Si spendono in media più di 33 euro per un solo giorno (massimo 50,51 euro) e più di 37 euro per dieci giorni (55 euro massimo). Raddoppiando la somma di sconfino, insomma, le variazioni sono minime.