Dopo un anno nel quale i titoli di Stato britannici, spiega Milanofinanza.it, hanno generato un rendimento totale superiore al 14%, le obbligazioni investment grade hanno segnato un rialzo di oltre il 12%, i titoli high yield europei hanno guadagnato il 6% circa (in euro) e il debito emergente in dollari Usa ha reso il 6% circa, è difficile immaginare che nel 2015 le performance saranno altrettanto elevate. Ecco i temi chiave del mercato David Oliphant, responsabile obbligazioni investment grade di Threadneedle Investments.
1. Le prospettive sui tassi
Negli ultimi anni le politiche monetarie hanno dato sostegno ai mercati globali, grazie alla straordinaria espansione dei bilanci delle banche centrali del G4 (Federal Reserve, Bank of Japan, Banca centrale europea e Bank of England). Al contempo, le aspettative di mercato sul livello dei tassi d'interesse alla fine del 2015 sono state riviste nettamente al ribasso rispetto a un anno fa. I mercati scontano attualmente un aumento dei tassi negli Stati Uniti entro la fine del 2015 e nessun rialzo nel Regno Unito sino a metà del 2016, né si attendono analoghi provvedimenti nell'eurozona o in Giappone.
2. Il calo dell'inflazione
La discesa dell'inflazione, non solo effettiva ma anche attesa, è stato uno dei temi dominanti del 2014 e spiega in parte l'ottima performance messa a segno dai mercati obbligazionari core. Tale calo è ascrivibile almeno in parte alla straordinaria flessione dei prezzi del petrolio, che ha visto le quotazioni del Brent scendere da oltre 140 dollari al barile nel 2007 a circa 55. Il contrasto tra le condizioni economiche dei lavoratori e quelle dei proprietari di asset si è accentuato, poiché i mercati immobiliari, obbligazionari e azionari hanno continuato a evidenziare un ottimo andamento.
3. Gli investitori non scontano i crescenti rischi
I livelli ancora elevati di disoccupazione restano parte del panorama economico, specialmente per i giovani in molte parti d'Europa. Ci sono pochi segnali di un'accelerazione della crescita economica e scarse indicazioni di un aumento dei salari. In questo contesto non dovrebbe forse sorprendere la crescente popolarità guadagnata da forze politiche più estreme in molti Paesi, come osservato di recente durante le elezioni greche vinte da Syriza con la sua retorica anti-austerità. Con questo non si intende una riedizione della crisi dell'eurozona. Più che altro, il contrasto tra crescenti rischi politici e perduranti difficoltà economiche si manifesta in una fase di spread in calo e rendimenti ancora più contenuti.
4. Margini molto limitati
I rendimenti delle emissioni sovrane tedesche hanno raggiunto un minimo storico: per esempio, il titolo quinquennale offre un rendimento pressoché nullo, al pari di quanto avviene in Giappone, mentre i rendimenti dei titoli svizzeri sono negativi. Solamente negli Stati Uniti e nel Regno Unito sussiste un potenziale di rialzo.
5. Le obbligazioni dei mercati emergenti
Le condizioni economiche divergenti, i fattori geopolitici e l'impatto della flessione dei prezzi del petrolio e delle materie prime sono tutte influenze fondamentali che causano ampie variazioni nella performance del debito emergente. Paesi come l'Ucraina, che ha risentito dell'instabilità geopolitica e del rallentamento dell'economia, e il Venezuela, notevolmente esposto al calo delle quotazioni petrolifere, hanno evidenziato un andamento deludente nel secondo semestre del 2014, mentre Turchia e Indonesia, che beneficiano di un contesto molto più favorevole, hanno registrato valide performance. Questo divario tra vincitori e perdenti rappresenta un'opportunità per i gestori attivi.