Con i rendimenti dei mercati obbligazionari europei ancora sotto o vicini allo zero, sono rimasti pochi margini di manovra. Se si è alla ricerca di buoni rendimenti e si è disposti ad assumersi qualche rischio, vale la pena cercare qualche occasione tra i Paesi emergenti. Quelli proposti dagli esperti sentiti da Il Sole 24 Ore, sono in parte Paesi sub-investment grade, quindi da prendere con le molle destinando all'eventuale investimento una parte minima del portafoglio. Ecco 4 bond emergenti con rendimenti fino al 6%.
1. Indonesia (tasso decennali in dollari: 3,8%)
Il titolo di Stato indonesiano denominato in dollari rende il 3,8% (contro l'1,6% del decennale americano), mentre i bond in valuta locale rendono il 7,1%. L'outlook macroeconomico per l'Indonesia è solido e in miglioramento. La crescita lo scorso anno (+5% per il Pil) è stata superiore sia alla media globale (3%) sia a quella riferita ai soli Emergenti (4,5%). Il clima generale per gli investimenti sembra positivo per il 2015 e per il futuro: il presidente ha una posizione “business-friendly” e spinge per attuare misure di stimolo alla crescita in maniera sostenibile.
2. Polonia (tasso decennali 2,2%)
La crescita in Polonia resta superiore al 3%, più del doppio della media dell’Unione europea. Per di più, con un'inflazione in territorio negativo – e l'indicatore core allo 0,2% – è largamente atteso che la Banca Centrale polacca tagli i tassi di interesse. Tutto ciò dovrebbe, a sua volta, aiutare ad abbassare i tassi reali di interesse e a supportare l'attività economica.
3. Etiopia (tasso decennali in dollari 6,625%)
Sebben sia uno dei Paesi più poveri del mondo, le previsioni di crescita del Pil etiope si aggirano intorno all'8,5% nel 2015-16, spiega Soren Rump, Ceo di Global Evolution (boutique danese specializzata proprio in debito sovrano di mercati di frontiera). I livelli di debito sono bassi, e anche se lo sviluppo del sistema finanziario è in ritardo rispetto alla maggior parte dei Paesi africani della regione, Rump è convinto che l'ex colonia italiana “continui ad attrarre forti flussi di investimenti esteri in energia e produzione”. Addis Abeba ha collocato le sue prime obbligazioni governative (denominate in dollari) lo scorso dicembre, con un ragguardevole tasso del 6,625%.
4. Sudafrica (tasso decennali in dollari 4,755%)
La patria di Mandela rappresenta un investimento ancora un po' più rischioso. La crescita economica, che prima della Grande Recessione stazionava attorno al 5%, è precipitata a circa l'1% negli ultimi due trimestri. È incoraggiante, invece, la fiducia che è tornata a crescere negli ultimi due mesi, con gli indicatori prospettici che puntano ora a oltre il 2% di crescita. Infatti, la caduta del prezzo del petrolio fornisce un'importante spinta al Paese. Occorre essere cauti, poiché i problemi strutturali ancora molto presenti e la posizione verso l'estero molto fragile rendono il Sudafrica estremamente vulnerabile a ogni irrigidimento delle condizioni di liquidità globale.