Continua la corsa dei fondi pensione. Secondo i dati rilevati dalla Covip, la Commissione di vigilanza sulla previdenza complementare, il rendimento medio del 2015 offerto da questi strumenti finanziari si sono attestati tra il 2,7% dei fondi negoziali al 3,7% dei nuovi Pip.
VITTORIA DI LUNGO PERIODO – Si tratta di percentuali più che doppie di quanto abbia reso il Tfr, ovvero poco più dell’1%. Infatti, considerando che anche nel 2015 l’inflazione in Italia sia stata intorno allo zero e che la rivalutazione è prevista dalle norme dell’1,5% fisso + il 75% dell’inflazione dell’anno, si ottiene che il rendimento lordo del Tfr è stato di appena l’1,2%. Ma la vittoria dei fondi pensione non è relativa a un solo anno, ma al lungo periodo. Tenendo conto dei dati dal 2000, si ottiene che nell’ultimo quindicennio, i primi battono il Tfr di circa l’8%. I fondi negoziali avrebbero reso mediamente in questo periodo quasi il 57%, mentre il Tfr meno del 49%.
VERSO LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE – Sempre secondo la Covip, alla fine del 2015 le adesioni alla previdenza complementare sono circa 7,3 milioni. Al netto delle uscite, la crescita nell’anno è stata di circa 860.000 unità (13,4%). Di rilievo è stato l’incremento registrato dai fondi negoziali (530.000 iscritti in più, pari al 27,3% da inizio anno), da imputare all’avvio del meccanismo di adesione automatica di tipo contrattuale di tutti i lavoratori dipendenti del settore edile mediante versamento del contributo a carico del datore di lavoro.