REDDITOMETRO, FINE DEI GIOCHI – Dal primo gennaio 2015 non sarà più possibile per gli uffici tributari eseguire verifiche ed eventualmente emettere avvisi di accertamento nei confronti dei contribuenti che non sono in regola con il fisco o per i quali è risultato un reddito effettivo diverso da quello dichiarato in relazione ai redditi del 2009. Il tempo stringe e i procedimenti vanno chiusi e, per non mandare a monte il procedimento per via del decorso dei termini, molti uffici sono tentati dall’emettere un avviso di accertamento anche laddove i contribuenti abbiamo fornito prove e giustificazioni in ordine alle incongruenze rilevate dalle autorità. Lo segnala Sostariffe.
RICORDO ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA – Il redditometro, ormai in vigore da anni e da poco riformato, prevede un momento di confronto tra chi effettua i controlli e il contribuente. Le autorità passano al setaccio conti correnti, depositi, proprietà, beni in godimento, e via dicendo. Il contribuente può fornire spiegazioni alle presunte anomalie rilevate dagli organi di controllo. Ma con questa accelerazione prevista per la fine dell’anno, evidenzia Sostariffe, il rischio che si corre è quello di compromettere il funzionamento del redditometro. Al contribuente resterà comunque la possibilità di impugnare l’avviso di accertamento presentando un ricorso alla Commissione Tributaria competente per far valere le proprie ragioni.