Le novità per quanto riguarda l’Isee hanno l’obiettivo di scovare i classici "furbetti". Fino a quest’anno, infatti, spiega Il Sole 24 Ore, tra i parametri utilizzati per pesare la ricchezza delle famiglie italiane, c'era il saldo del conto corrente a fine anno. Sulla carta, poteva essere un indicatore dei risparmi e quindi del tenore di vita. Nei fatti, invece, bastava prelevare tutti i depositi per risultare più povero e – quindi – poter fruire di agevolazioni economiche e sociali.
LE MODIFICHE – Con la riforma quindi, si è deciso di modificare i parametri del riccometro: al saldo del conto corrente a fine anno si aggiunge, adesso, il dato sulla giacenza media. Un parametro molto più indicativo della effettiva disponibilità economica delle famiglie. Ma si tratta di un dato difficile da calcolare. Per determinare la giacenza media di un conto, continua Il Sole 24 Ore, è necessario calcolare le giacenze giornaliere per ogni giorno dell'anno; moltiplicare le singole giacenze giornaliere per tutti i giorni in cui sono rimaste costanti; sommare gli importi ottenuti; dividere il risultato per 365.
IL CASO PARTICOLARE – Se il saldo a fine anno sarà maggiore della giacenza media, l'Isee sarà calcolato sul saldo; si utilizzerà invece la giacenza media se questa avrà superato il saldo di fine anno. È previsto, però, un caso particolare: se la giacenza supera il saldo ma nell'anno precedente è stato acquistato un immobile o altre componenti del patrimonio mobiliare (come i titoli di Stato, per esempio), sarà possibile calcolare l'Isee sul saldo.
GLI ALTRI DATI – La giacenza media è un dato che il cittadino deve auto-dichiarare (e auto-calcolare): altre informazioni utili per individuare l'Isee di una famiglia saranno invece acquisite dall'anagrafe tributaria, tramite le banche