Secondo i dati dell’Osservatorio SuperMoney solo il 32% di coloro che chiedono un prestito sono donne. Si tratta di un dato, ricavato dalle richieste di finanziamento pervenute al sito di comparazione di tassi da gennaio a maggio 2014, che tuttavia non deve essere letto in chiave positiva, ma in una concreta difficoltà da parte delle donne di accedere al credito. Tale situazione infatti deriva da una condizione di inferiorità economico-finanziaria ben più grave. Trovare un prestito conveniente per una donna può essere più complesso a causa del minor reddito percepito rispetto ai colleghi uomini.
Questo dato emerge dalle eleborazioni che diversi istituti di ricerca hanno fatto sulle statistiche di Banca d’Italia presentate recentemente: quello che chiaramente si può notare è la disparità di reddito e, conseguentemente, di accesso al credito tra i nuclei familiari guidati da una donna o da un uomo. I numeri esposti dallo studio dell’Osservatorio SuperMoney lasciano poco spazio all’interpretazione: non solo gli uomini sono il 68,01% del totale ma chiedono anche prestiti di importo medio superiore (17.178 euro), rispetto alle donne (15.270 euro).
Sembra quindi che sia proprio la minore disponibilità finanziaria, dovuta a un reddito mensile in media inferiore a spingere meno donne a chiedere a prestiti; allo stesso modo possiamo immaginare che i bilanci familiari più solidi, ovvero quelli in cui il capofamiglia è un uomo, spingano anche le banche stesse a erogare un maggior numero di finanziamenti. Tralasciando però il dato molto significativo sul genere, le caratteristiche personali di chi richiede un prestito sono assolutamente omogenee: l’età media dei richiedenti è di circa 50 anni e anche la provenienza geografica non sembra influire particolarmente.
L’unico elemento interessante per quello che riguarda la provenienza geografica sono i picchi registrati in Basilicata e in Valle d’Aosta, dove, rispettivamente, gli uomini richiedono gli importi più elevati (27.268 euro) e le donne chiedono i prestiti più bassi (8.800 euro). Uomini e donne non si differenziano nemmeno per la finalità del prestito: per prima cosa, chi richiede un finanziamento lo fa per disporre di maggiore liquidità, seguono i prestiti per la ristrutturazione della casa e l’acquisto di un’auto.
Se quindi la differenza tra donne e uomini nel chiedere prestiti non sta nella provenienza geografica, nell’età o nella finalità, l’unica soluzione resta il reddito. Tutto sembra veramente partire da qui. Avendo meno disponibilità di denaro, infatti, le donne sanno di non potere permettersi il pagamento delle rate del finanziamento, preferendo magari chiedere aiuto ad amici e parenti. Anche qualora una donna decidesse di chiedere agli istituti di credito, le banche sarebbero meno propense a concedere un prestito, non perché il soggetto è di genere femminile ma semplicemente in base al reddito di cui si dispone.
“La nostra indagine – spiega Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney – dimostra che c’è ancora molto da fare nel nostro Paese per raggiungere la piena parità fra uomini e donne. Tuttavia, la maggiore difficoltà nell’accesso al credito non è un peccato originale del sistema bancario, semmai la spiacevole conseguenza del diverso regime di retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici. È importante – prosegue Manfredi – comunque, che gli istituti di credito svolgano il loro ruolo nell’accompagnare le donne nel loro sviluppo professionale. Penso non solo al credito al consumo, ma a tutti i finanziamenti dedicati all’apertura di un’azienda e alle iniziative per il microcredito. Anche da queste passerà necessariamente il rilancio della nostra economia”.