L’auto rappresenta Le spese per l’auto vi pesano? Il primo passo da compiere per risparmiare è cercare un assicurazione auto conveniente tra quelle presenti sul mercato. Ad esempio informandosi su Direct Line, o su Genertel, o su Linear, ecc. è possibile individuare la formula più conveniente. L’assicurazione e il costo del carburante rappresentano le due principali problematiche del mercato automobilistico. Per questi motivi molti automobilisti hanno deciso di ridurre l’uso dell’auto o trovare delle forme di trasporto alternative, come ad esempio le auto elettriche, meno nocive per l’ambiente e per la salute dell’uomo.
Nonostante questo grande vantaggio, le auto elettriche sarebbero ancora legate al grosso problema dei prezzi troppo elevati. Infatti le auto ecologiche costano quasi il doppio rispetto agli stessi modelli a benzina o a diesel. A questo problema il Governo aveva cercato di ovviare proponendo, dal 6 maggio, una serie di incentivi per l’acquisto delle auto elettriche, ibride o a metano. Come descritto in quest’articolo del Corriere della Sera, i fondi messi a disposizione si sono rivelati assolutamente inadeguati. Il denaro, o perlomeno la quota dedicata ai privati, si è esaurito nel giro di soli quattro giorni.
Non è quindi più possibile usufruire dello sconto del 20%, per un massimo di 5 mila euro, sui prezzidi listino delle auto ecologiche; molti privati, intenzionati ad acquistare un’auto elettrica, si sono visto rifiutare gli incentivi proprio a causa dell’esaurimento dei fondi, con l’ulteriore beffa di sapere che invece la quota del plafond dedicata alle aziende non è stata praticamente intaccata. Il Governo aveva deciso aggiungere agli oltre 30 milioni di euro avanzati dagli incentivi dell’anno passato, altrettanti fondi, per un totale di 63,4 milioni di euro.
Evidentemente troppo pochi, o comunque mal distribuiti, se si pensa che un 15% era dedicato all’acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti sia privati che imprese, senza l’obbligo di rottamazione, di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km. Un altro 35% era invece utilizzabile, sempre da tutte le categorie di acquirenti, per l’acquisto di veicoli con emissioni non superiori a 95 g/km. La fetta di incentivi rimasti, il 50%, era invece specificatamente indirizzato alle imprese o ai professionisti che, avendo però l’obbligo di rottamare, avrebbero potuto comprare auto con emissioni non superiori a 120 g/km.
Le imprese, tuttavia, avendo a disposizione un massimale di spesa più basso e dovendo per forza rottamamare un altro veicolo spesso non erano in grado di sopportare l’acquisto di auto elettriche, ibride o a metano che, l’abbiamo detto precedentemente, hanno prezzi di listino ben più alti dei corrispondenti modelli a benzina; un investimneto che le aziende, quindi, hanno preferito non fare, lasciando la loro quota di incentivi praticamente intatta. Al contrario i privati, maggiormente disposti a investire sulle auto ecologiche si sono invece trovati a bocca acsiutta dopo quattro giorni.
Un fattore che fa sfociare la questione ancora di più nel ridicolo riguarda i fondi per il 2015: la quota non utilizzata quest’anno andrà a sommarsi al denaro che il Governo deciderà di mettere sul tavolo l’anno prossimo; è probabile quindi che la situazione di quest’anno tenderà a ripetersi finché i parametri di incentivazione non verranno rivisti, ad esempio offrendo condizioni più vantaggiose alle aziende. Al ridicolo si aggiunge altro ridicolo se pensiamo che alcune case automobilistiche come Fiat o Citroen avevano promesso incentivi per tutto maggio; probabilmente non si aspettavano un tale successo.
Le case saranno quindi costrette a mettere i soldi degli incentivi di tasca propria per non venir meno alla parola data ai clienti, perdendo una discreta quota di guadagno, con la paradossale conseguenza che gli incentivi del Governo, elergiti anche per rimettere in moto il mercato dell’auto, finiranno per danneggiare proprio le aziende che avrebbero dovuto aiutare.