Consumi energetici ed energie rinnovabili, Italia al 49esimo posto

Scegliere il fornitore giusto di energia è un’operazione delicata, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo ora. Per riuscire a risparmiare sulle bollette, infatti, è necessario prima porre Illumia e le sue offerte a confronto con quelle di Enel Energia, Edison e così via, in modo tale da trovare la soluzione più conveniente per sé.

È però sul fronte della riduzione dei consumi energetici che si combatte la vera battaglia per il risparmio e per l’ambiente. Forse non tutti lo sanno, ma bastano pochi semplici accorgimenti per ridurre gli sprechi energetici domestici. Non lasciare luci accese inutilmente è un primo passo, così come installare dei dispositivi taglia stand-by come raccomandato dall’Aeeg. Un altro punto importante sarebbe la necessità di implementare il sistema energetico attraverso una serie di investimenti che portino allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Nonostante gli sforzi del Governo, sia informativi che in termini di incentivi e sconti fiscali, molte famiglie continuano a non sapere come risparmiare sull’energia elettrica rispettando allo stesso tempo l’ambiente. La soluzione al problema è il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

La mancanza di informazione su questo genere di temi porta con sé delle macroconseguenze sull’utilizzo generale che la popolazione fa dell’energia elettrica. Conseguenze che poi si notano molto bene grazie ad alcuni studi che evidenziano il ritardo italiano: l’Accenture e World Economic Forum ha appena realizzato il Global Energy Architecture Performance Index 2014 per misurare, appunto le performance energetiche di 124 paesi del mondo; da questi dati l’Italia risulta al 49 esimo posto nella classifica generale.

I 124 paesi comprendono i 28 stati UE, il Nord Africa, il Nord America, l’Africa sub-sahariana, i Paesi Brics e Asean: facendo riferimento alla classifica dei paesi dell’UE, invece, significativamente, l’Italia si posiziona al 26 esimo posto per efficienza e consumi energetici. I criteri utilizati dallo studio sono essenzialmente tre: crescita economica (possibilmente spinta dai settori delle energie rinnovabili e da un basso costo dell’energia), sostenibilità ambientale e sicurezza energetica.

Per quello che riguarda prettamente l’indice di crescita e svulippo economico, l’Italia si classifica al 60 esimo posto, ancora il peggiore tra i 28 paesi europei. La Norvegia, invece, è testa di serie in questa importante classifica, seguita da Nuova Zelanda e Francia. Come era prevedibile le prime dieci posizioni sono tutte occupate da paesi Ue e Ocse con l’eccezione di Costa Rica e Colombia che, sorprendentemente, investono moltissimo nelle energie rinnovabili.

L’obbiettivo del Governo del Costa Rica è addirittura di trasformare il paese nel primo stato mondiale a zero emissioni di anidride carbonica, con il 99% della produzione energetica proveniente da fonti di energia rinnovabile; e secondo i dati del Global Energy Architecture Performance Index 2014 è sulla strada giusta. I primi dieci paesi della classifica, altro dato interessante, traggono il 41% della loro energia da fonti di energia rinnovabili, rispetto a una media globale del 28%. Se i paesi UE e quelli nordici ricoprono posizioni più alte in classifica si deve essenzialmente alla maggiore disponibilità finanziaria che permette investimenti per lo sviluppo di economie a basse emissioni, e alla capillare diffusione delle fonti rinnovabili, oltre alle concrete politiche di efficienza energetica.

I paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), d’altra parte, vengono penalizzati in classifica a causa della presenza di industrie a intenso consumo energetico e fortemente inquinanti. Tra questi il Brasile, al 22esimo posto, è il paese con le migliori prestazioni e consumi energetici più ridotti, in proporzione. La Cina, invece, all’82esimo posto, restando il maggiore consumatore al mondo di energia, deve anche combattere costantemente per la sicurezza energetica della sua popolazione e contro livelli di inquinamento in aumento; il colosso cinese sta comunque tentando di sviluppare anch’esso un mercato per le fonti di energia rinnovabili.

Se Medio Oriente e Nord Africa sono caratterizzati dalla ricchezza di risorse, ma anche dalla prevalenza di sussidi energetici e inefficienze che provocano conseguenze negative sul consumo energetico e sulle emissioni inquinanti, i paesi Asean (Association of South-East Asian Nations), invece, evidenziano ancora forti disparità nell’assegnazione di risorse, oltre a un’utilizzo prevalente del combustibile fossile. Una situazione invece fortemente diversificata si nota in Nord America, dove la differenza tra stati ricchi e poveri si evidenzia anche nell’uso delle risorse e nei consumi energetici: si passa dalla dipendenza dalle importazioni e dal combustibile fossile delle nazioni caraibiche, alla grande ricchezza di risorse di Canada, Usa e Messico.