Se la banca fallisce pagano gli azionisti

IN CASO DI FALLIMENTO – L'assemblea del Parlamento europeo a Strasburgo ha definitivamente approvato, a larghissima maggioranza, il meccanismo unico di risoluzione bancaria che costituisce il secondo pilastro dell'Unione bancaria (il primo è il ruolo di supervisione della Bce sugli istituti di credito dell’Unione). Lo scrive il sito Wallstreetitalia.com. La sua entrata in vigore sarà una garanzia per i contribuenti europei, che non dovranno più sostenere i costi di eventuali future crisi bancarie: a pagare saranno gli stessi istituti di credito, i cui contributi – obbligatori – alimenteranno il fondo. Nel caso una banca arrivi al fallimento, le perdite ricadranno su azionisti e creditori e, in ultima istanza, sui correntisti con depositi superiori ai 100mila euro (come successo a Cipro). A regime, le risorse a disposizione del meccanismo unico (in inglese Single resolution mechanism, Srm) ammonteranno a 55 miliardi di euro, ma per arrivarci ci vorranno otto anni.