Dai vani alla metratura dell’immobile: ecco come cambierà il catasto

RIFORMA DEL CATASTO – Via libera dal Senato per la delega fiscale. La commissione finanze ha dato l’ok ai relatori di riferire favorevolmente in aula sul Ddl e il testo sarà esaminato a Palazzo Madama da oggi. All’interno la riforma del catasto. Cosa si prevede? Anche se la riforma non sarà operativa prima di 4 o 5 anni, con questo provvedimento il territorio verrà diviso in “microzone” e gli attuali vani (le stanze dell’immobile) saranno sostituiti dai metri quadrati.

VALORE DI MERCATO – Il valore dei fabbricati, spiega Il Messaggero, sarà collegato a quello di mercato, con riferimento alle quotazioni dei 3 anni precedenti rispetto all’entrata in vigore del decreto di riforma. Sarà poi un algoritmo a mettere insieme i livelli di mercato con le caratteristiche del singolo edificio (le scale, l'anno di costruzione, il piano, l'esposizione, il riscontro d'aria, l'affaccio, la presenza o meno dell’ascensore, il riscaldamento centrale o autonomo, lo stato di manutenzione) per ottenere il valore finale.

RENDITA CATASTALE – La nuova rendita catastale partirà dai valori locativi annui espressi al metro quadrato, ai quali si applicherà una riduzione derivante dalle spese: manutenzione straordinaria, amministrazione, assicurazioni e adeguamenti tecnici. Queste spese, mediamente, oscillano in una forbice compresa tra il 47 e 52%. Il valore annuo al metro quadro verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà la nuova rendita catastale.