Al via la pensione anticipata per i lavoratori privati. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sul part time agevolato, completa il quadro degli strumenti a disposizione dei lavoratori e delle imprese per garantire una maggiore flessibilità in uscita.
ISOPENSIONE – La prima via correttiva della Legge Fornero è la isopensione, in vigore dal 2012, che consente alle imprese che occupano più di 15 dipendenti, di mettere a riposo, sulla base di accordi con le organizzazioni sindacali, i lavoratori senior a non più di 4 anni alla maturazione del diritto alla pensione accollandosi l’intero costo dell’operazione.
ASSEGNI A SOSTEGNO DEL REDDITO – Altro strumento già riconosciuto per la flessibilità in uscita sono gli assegni di sostegno al reddito, erogati dai fondi di solidarietà di settore che operano nei settori produttivi non coperti dall’integrazione salariale. L’importo può essere di aiuto ai lavoratori ai quali mancano meno di 5 anni per il raggiungimento dei requisiti per la pensione. Anche questa operazione, avendo un costo non indifferente, viene usata in aziende medio-grandi.
PART TIME AGEVOLATO – E veniamo al terzo strumento, introdotto dalla riforma pensioni 2016: il part time agevolato con riduzione dell’orario di lavoro tra il 40 ed il 60%. Il differenziale della contribuzione sarà versato dal datore di lavoro mentre lo Stato coprirà per intero la contribuzione per tale periodo. L’intervento dello Stato fa si che questo strumento sia alla portata anche di aziende più piccole. Secondo le stime del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, saranno almeno 30 mila i lavoratori che ne faranno ricorso nella fase di sperimentazione fino al 2018.