Risparmiatori italiani fregati dai tassi negativi

Il Bollettino della Bce fornisce un’analisi sulle ripercussioni che l’allentamento della politica monetaria sta avendo sulle famiglie dell’Eurozona negli ultimi anni.

RISPARMIATORI FREGATI – Tra la fine del 2008 e la fine del 2015, spiega InvestireOggi.it, i guadagni percepiti dagli interessi e in rapporto al reddito disponibile sono diminuiti del 3,2%. Tuttavia, poiché anche la spesa per interessi si è contratta di circa il 3% del reddito disponibile, potremmo affermare, spiega l’istituto, che l’impatto sulle famiglie dei tassi zero e negativi sia stato complessivamente neutrale. Ma come sempre, nelle medie si nascondo dettagli, che rendono le situazioni molto più complesse. È proprio il caso in questione, perché la stessa Bce riconosce che le famiglie italiane risultano oggi le più colpite dai tassi negativi. Perché? Potremmo riassumere così: sono scarsamente indebitate e detengono gran parte dei risparmi in assets poco fruttiferi, come conti deposito, obbligazioni e titoli di stato.

IL CONTO PIU SALATO – In particolare, le famiglie italiane posseggono asset a scarso rendimento per circa il 165% del loro reddito disponibile, quando in Francia si ha una percentuale inferiore al 100% e in Germania non arriva al 120%. Viceversa, i debiti delle famiglie italiane superano di poco il 60% del loro reddito disponibile, mentre in Francia vanno oltre l’80% e in Germania sfiorano il 90%. Dunque, per ogni euro di interessi risparmiati sui debiti da rimborsare, gli italiani ne hanno perso circa 2,5 sui risparmi investiti in titoli già in partenza poco redditizi. A conti fatti, le famiglie italiane stanno pagando più di tutte in Europa per l’allentamento della politica monetaria da parte della Bce.