L’ACCUSA DI CARTELLO – Secondo quanto ha deciso il giudice federale degli Stati Uniti, Apple è risultato colpevole di aver violato norme antitrust e aver creato un cartello con gli editori per aumentare i prezzi degli e-book, gli ormai famosi libri digitali. Da parte loro gli editori, secondo le autorità americane, hanno visto nell'ingresso di Apple sul mercato degli e-book un'opportunità per far salire i prezzi dei libri digitali a un livello più alto rispetto a quello fissato da Amazon.
LA DIFESA – Ma la società di Cupertino ha negato le accuse. "Non ha fatto nulla di male. Non ha cospirato con nessun editore per far salire i prezzi", ha dichiarato Orin Snyder, legale di Apple durante il processo. Apple – ha messo in evidenza Snyder – non può essere ritenuta colpevole per una decisione che gli editori hanno assunto in seguito alle condizioni del mercato.