Aumenti record per le tariffe dell’acqua, a Reggio Calabria +164% in sei anni

+33% IN SEI ANNI – Costo dell’acqua alle stelle in Italia. Secondo uno studio realizzato da Cittadinanzattiva, negli ultimi 6 anni il costo del servizio idrico è salito in media del 33% a livello nazionale e in 40 città gli incrementi sono stati superiori al 40%. Colpa anche dell’elevata dispersione idrica: basti pensare che le perdite derivanti dall’acqua sprecata, pari a 3,7 miliardi di euro ogni anno, superano il valore di una manovra finanziaria.

REGGIO CALABRIA +164,5% – Ma vediamo la mappa degli aumenti a livello territoriale: a detenere il record, secondo lo studio di Cittadinanzattiva, è la città di Reggio Calabria dove, tra il 2007 e il 2012, le tariffe sono salite del 164,5%. Seguono Lecco (+126%) e Benevento (+100%). La Toscana si conferma la regione più cara, mentre Isernia, Milano e Trento sono le città più economiche.

DISPERSIONE IDRICA- Mentre per quanto riguarda la dispersione, secondo Legambiente-Ecosistema Urbano 2012, in Italia circa il 33% dell’acqua immessa nelle tubature (per tutti gli usi) va persa: un problema particolarmente accentuato al Sud (43%) e al Centro (33%), mentre va meglio al Nord che presenta percentuali di perdite al di sotto della media nazionale (26%).

L’INDAGINE – Nel corso dell’indagine annuale, evidenzia Cittadinanzattiva, l’attenzione si è focalizzata in particolare sul servizio idrico integrato per uso domestico: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (o ex nolo contatori). I dati – relativi al 2012 – sono riferiti a una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua, e sono comprensivi di Iva al 10%.

IL COMMENTO – “E’ evidente l’urgenza di omogeneizzare le tariffe sul territorio nazionale, prendendo in considerazione le eventuali specificità territoriali, ma realizzando un quadro unitario in tema di fasce di consumo e costi in bolletta: questo per superare le immotivate differenziazioni di costo che anche quest’anno restano così evidenti per le tasche dei cittadini”, afferma Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. “È inoltre importante, per la tutela delle fasce deboli, introdurre anche nel servizio idrico il bonus sociale o altre misure per sostenere le persone con reddito basso e le fasce svantaggiate della popolazione. Altrettanto intollerabile il fatto che le inefficienze e i ritardi del servizio idrico continuino ad essere pagate dai cittadini, senza nessun investimento nel miglioramento del servizio, come mostrano i dati sulla dispersione idrica, in ulteriore aumento negli ultimi anni”.