TITOLI FARMACEUTICI – Nel settore farmaceutico è alta la febbre da m&a (fusioni e acquisizioni), con l’indice del comparto che ieri ha registrato un rialzo del 3% sui listini europei. Al centro dell’interesse, riporta il sito MilanoFinanza, l’elvetica Novartis, che ha rilevato la divisione oncologica di GlaxoSmithKline e ha annunciato la cessione del business cure per gli animali all'americana Eli Lilly, mentre il gigante Usa Pfizer sarebbe interessato, secondo quanto risportato dalla stampa americana, ad acquisire il gruppo anglo-svedese Astra in un'operazione che potrebbe superare i 100 miliardi di dollari. Trainate da questa euforia, quanto spazio di crescita hanno ancora le quotazioni ? Ecco il parere degli analisti di Morgan Stanley, come riporta il sito milanofinanza.it.
1) Novartis. Dopo l’accordo con GlaxoSmithKline, Novartis ha infatti un tasso di crescita (cagr) stimato dell’utile per azione (eps) 2015-18 del 6% e un p/e (prezzo/utile) previsto nel 2015 di 15,3, che si confrontano con una media settoriale rispettivamente del 7% e di 15. Il giudizio è quindi negativo (underweight, cioè sottopesare), con prezzo obiettivo 69 franchi svizzeri contro una quotazione attuale di 76,40.
2) AstraZeneca. L’acquisizione da parte del gigante Usa Pfizer, per una cifra stimata di 60 miliardi di sterline, sarebbe positiva per il titolo Astra, che grazie al balzo di ieri ha tutavia già superato il target price di 3.800 pence, anche se nell'ipotesi bullish gli analisti indicano un obiettivo a quota 5.200 pence. Il giudizio è quindi neutrale (equalweight). Il p/e del titolo scende da 15,60 quest’anno a 14,90 nel prossimo, mentre il ratio ev/ebitda (valore d’impresa/reddito operativo lordo) passa da 14.4 a 11,8.
3) Roche. Rating overweight (sovrappesare) per il colosso elvetico. Il prezzo obiettivo di 315 franchi svizzeri implica un buon margine di apprezzamento dalle quotazioni attuali (256,80) per il titolo, che viene scambiato con un premio rispetto al settore (in termini di p/e) intorno al 4-5%, decisamente inferiore alla media storica del 15%.
4) Merck. L’incertezza che ancora pesa sulle valutazioni del gruppo tedesco porta a confermare il giudizio neutrale (equalweight), con target price 129 euro. Il gruppo viene scambiato a sconto rispetto al p/e medio del settore in Eurolandia, ma non dimostra la necessaria prontezza nel colmare il gap di visibilità che il suo business richiederebbe. Il p/e del titolo scende da 13 quest’anno a 12,4 nel prossimo, mentre il ratio ev/ebitda passa da 8,1 a 7,3.
5) Shire. Rating positivo (overweight) per il gruppo, con prezzo obiettivo di 3.370 pence contro una quotazione attuale di 3.146 pence. Il titolo viene scambiato 17 volte l’utile stimato quest’anno e 14,1 quello del prossimo. Grazie ai solidi fondamentali la redditività del capitale (roe) evidenziata nell’ultimo esercizio è ai massimi del settore (32,8%).
6) Sanofi. Alla società francese, che capitalizza 102,15 miliardi di euro contro un valore d’impresa di 107,60 miliardi, è stato assegnato il target price di 90 euro, che lascia spazio a un rialzo del 16% circa dalle quotazioni attuali. Il p/e del titolo scende da 15,20 di quest’anno a 13,7 nel prossimo, mentre il ratio ev/ebitda passa da 9,5 a 8,4.
7) Bayer. Il gruppo tedesco merita il rating neutrale (equalweight) perché le potenzialità di rialzo dale quotazioni attuali al prezzo obiettivo di 99 euro sono limitate. Il titolo viene scambiato intorno a 18 volte l'utile atteso a fine anno e a 15 volte quello del 2015, mentre l'ev/ebitda scende da 10,6 a 8,9. Il roe dell'ultimo esercizio è stato del 23,5%.