Nella seconda parte dell’anno meglio investire sull’azionario

Anima conferma per i prossimi mesi una visione costruttiva sui mercati azionari”, dice Armando Carcaterra, direttore investimenti della sgr. “Da un punto di vista geografico, seppure con ritorni più contenuti, il team gestionale rinnova la preferenza, in termini relativi, sull’Europa e soprattutto sulla ‘periferia’, prima fra tutti la Borsa italiana che, dopo aver toccato i massimi degli ultimi tre anni e aver vissuto una breve e fisiologica pausa, sta ancora beneficiando dell’esito delle elezioni europee in Italia: i mercati stanno apprezzando la ritrovata stabilità politica intorno al governo Renzi, aspetto questo che dovrebbe facilitare l’attuazione del piano di riforme strutturali, fondamentali per la crescita e la ripresa economica”.

Secondo Simona Merzagora, responsabile di Ing IM International per l’Italia e l’Austria, “in questa fase non è difficile essere positivi sui mercati, specie sugli asset rischiosi, anche considerando le buone notizie economiche. Insieme a capacità di recupero ciclica, aspettative su ulteriori miglioramenti dell’immobiliare e utili nei Paesi sviluppati, si giustifica quindi un’allocazione risk-on. Confermiamo il sovrappeso su azionario, real estate e credito. A livello geografico, abbiamo aumentato l’azionario Paesi emergenti da sottopeso a neutrale e ulteriormente aumentato il sovrappeso sul real estate europeo. In termini di settori, riduzione sui consumi di base a favore dei discrezionali e aumento dei finanziari. Manteniamo il sovrappeso su azioni e governativi dei periferici dell’eurozona”.

Laurent Denize, co-cio di Oddo AM, sottolinea che “il potenziale d’accelerazione dell’azionario passa attraverso una crescita tangibile degli utili per azione. Intanto, tatticamente continuiamo a privilegiare le strategie di carry-trade e l’asimmetria nei portafogli. Approfittiamo poi della scarsa volatilità per attuare coperture a basso costo e rimaniamo pienamente investiti fino a quando le politiche delle banche centrali resteranno così accomodanti”.

Spiega Marco Piersimoni, investment advisor di Pictet AM: “il quadro di investimento per i prossimi mesi sarà caratterizzato dalla persistenza dello stimolo monetario in area euro, mentre altrove si sta già iniziando a pensare a eventuali manovre di normalizzazione. L’assoluta mancanza di volatilità sui tassi e gli asset rischiosi è in essere da diversi mesi come effetto collaterale della repressione finanziaria, ma potrebbe essere turbato da fattori esogeni. Abbiamo pertanto cauto ottimismo sulle azioni, emergenti inclusi, mentre riduciamo complessivamente il rischio tasso”.

Mark Burgess, cio di Threadneedle Investment, riferisce: “le nostre prospettive sono positive. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un ritorno di fusioni e acquisizioni e nel breve queste operazioni sosterranno in misura notevole i titoli azionari, soprattutto nella fase di tapering della Fed. La rotazione di stile è stata significativa negli ultimi mesi, ma nel complesso i mercati azionari hanno registrato solide performance e gli attuali livelli degli indici suggeriscono che gli investitori continuano a essere fiduciosi sull’andamento degli utili societari”.

Infine, per Vontobel “le aree geografiche preferite sono zona euro, Uk e Giappone. Negli Usa le opportunità più interessanti si possono trovare nel settore bancario e nel tecnologico. Quanto agli emergenti, la nostra posizione è più positiva rispetto al primo trimestre”.