Da inizio anno il settore delle utility ha registrato una performance del 16,1% (indice Msci in euro), più del triplo di quella dei listini (4,8%). E secondo gli analisti della banca d'affari Usa va seguito con grande attenzione per via delle caratteristiche difensive. Secondo quanto scrive Milano Finanza, i maggiori rischi sono legati agli eventuali cambiamenti nella regolamentazione dei mercati, mentre l’attenzione degli investitori è incentrata sulla crescita. Ecco i rating su dieci titoli, con i relativi target price.
1) Centrica. Target di 335 pence per il gruppo inglese, che viene scambiato 13,8 volte l’utile 2015, mentre il ratio ev/ebitda (valore d’impresa/reddito operativo lordo) è intorno a 6. Nell’ipotesi base ha un potenziale di rialzo del 4%, che nello scenario più ottimista (bullish) arriva al 31%. Molto attraente il dividend yield 2015, che è pari al 5,6%. Il management della società è ottimista sulla possibilità di riprendere a crescere nel prossimo anno, mentre i margini reddituali si stanno espandendo in Nord America e le iniziative intraprese per tagliare il debito di un miliardo di sterline non dovrebbero limitare la possibilità di prendere decisioni strategiche. Il rating è neutrale.
2) Edpr. Target di 6,30 euro per la compagnia portoghese, che tratta 29,5 volte l’utile 2015 e meno di una volta il capitale investito, con rating overweight (sovrappesare) grazie ai solidi fondamentali e soprattutto alla capacità di generare un elevato cash. L’ev/ebitda del titolo, che nell’ultimo anno ha garantito un total return del 15%, è 9,4. Nell’ipotesi base ha un upside del 14%, che nello scenario bullish sale al 59%. Il rendimento della cedola 2014 non è invece significativo (0,9%).
3) Drax. Il processo di conversione verso le biomasse della società inglese sta procedendo secondo i tempi previsti e sta portando i risultati sperati. In questa prospettiva è stato ribadito il giudizio positivo (overweight) sul titolo, che ha un p/e di 18,3 e un ratio ev/ebitda di 9. Il rendimento della cedola è invece modesto (1,7%). Il prezzo obiettivo di 775 pence è del 18% superiore alle quotazioni attuali, ma nello scenario bullish l’upside è del 45%.
4) Enel. E’ partita bene, secondo gli analisti, la riorganizzazione del gruppo italiano che pochi giorni fa ha acquisito il 60,6% di Enersis dalla controllata Endesa per 8,253 miliardi di euro. Il target price di 4,60 euro implica un potenziale di crescita del 9%, che arriva al 27% nell’ipotesi più ottimista. Il programma di riduzione del debito e l’impegno per migliorare l’efficienza consentiranno di ridurre lo sconto di valutazione rispetto ai competitor. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi ha reso (total return) il 14%, viene scambiato 13 volte l’utile 2015, mentre il ratio ev/ebitda è 6, a fronte di un rendimento della cedola del 3,1%. Il rating è overweight.
5) E.ON. Il management del colosso tedesco è fiducioso sulla capacità di generare un free cash flow positivo nel 2015 e sulla crescente stabilità del business Generation. Il free casf flow sarà probabilmente investito nelle rinnovabili, nei servizi di distribuzione e in quelli decentralizzati. Le aspettative sulla Turchia non sono cambiate, ma il business in Brasile resta problematico. Il target price di 14,80 euro è in linea con i prezzi attuali. Nello scenario ottimista il potenziale di rialzo è del 37%, ma il giudizio è neutrale (equalweight). Il titolo viene scambiato 14,8 volte l’utile 2015, mentre il ratio ev/ebitda è 7,3. Infine il dividend yield è 3,7%.
6) Enagas. I punti di forza della società spagnola, che merita il rating overweight, sono la generazione di free cash flow, i bassi multipli rispetto ai concorrenti e l’attraente dividendo (5,1% stimato nell’esercizio 2015). Con la riforma del mercato del gas la fase di incertezza che pesava sul titolo dovrebbe presto finire. Il target price di 27 euro dell’azione, che negli ultimi 12 mesi ha offerto un tptal return del 14%, è del 7% superiore alle quotazioni attuali. Nello scenario ottimista l’upside è del 31%. Il titolo viene scambiato 15,6 volte l’utile 2015, mentre il ratio ev/ebitda è intorno a 10.
7) Ren. Giudizio negativo (underweight) sul gruppo portoghese a causa delle valutazione elevata del titolo e dei rischi legati alle tasse e all’espansione internazionale. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi ha accusato un total return negativo (-14%), viene scambiato 13,2 volte l’utile per azione stimato nel 2015, mentre il ratio ev/ebitda è 7. Molto elevato però il dividend yield (6,3%). Il target price di 2,30 euro è del 14% inferiore alle quotazioni recenti.
8) Pge. Rating underweight anche sulla società polacca, che tratta non multipli bassi rispetto ai concorrenti (p/e di 13,5 e ev/ebitda di 7,2), ma che risente negativamente di uno scenario del Paese molto incerto, soprattutto nel settore dell’energia, che rende molto scarsa la visibilità futura degli utili. Il dividend yield è 3,9%, mentre il prezzo obiettivo di 18,50 è del 12% inferiore ai prezzi attuali.
9) Iberdrola. L’obiettivo della compagnia spagnola è ottimizzare i costi e il cash flow. Gli Stati Uniti e il Messico sono i mercati preferiti e, sebbene il management ritenga che i rischi in Spagna si siano ridotti, nel Paese non saranno fatti grandi investimenti. II target price di 5,70 euro è in linea con le quotazioni recenti e spiega il rating neutrale. Guardando ai multipli borsistici, il p/e è 15,9, mentre il ratio ev/ebitda è 8,7. Il rendimento della cedola è interessante (4,8%)
10) Verbund. Il management del gruppo austriaco ha deciso di rifocalizzarsi sul core business locale, limitando le possibilità di crescita internazionale. Deve essere quindi considerato un local player, ma tratta con multipli superiori ai competitor (p/e 2015 di 27,4 e ratio ev/ebitda di 11,1). II prezzo obiettivo di 13,50 euro è inferiore del 10% alle quotazioni attuali e il rendimento della cedola è modesto (1,6%).