Guadagnare il 15% con Eni ed Enel in coppia

PUNTARE SULLE SOCIETA' – In Borsa, il titolo Eni si muove da moltissimo tempo, all’incirca dal 2009, in area 16-19 euro. Le azioni Enel, invece, sono molto più volatili: la presenza di debito molto elevato espone di più la società alle crisi finanziarie. Nel 2008, nell’anno del fallimento di Lehman Brothers, Enel subì in Borsa una caduta del 44%. Si è risollevata nei quattro anni successivi, ma è poi precipitata nel corso del 2012, nel momento più buio della crisi della periferia dell’euro, toccando il minimo storico di 2,05 euro. Nel 2013 il titolo ha guadagnato l’1%, mentre in questo 2014 registra, dal primo gennaio ad adesso, un rialzo del 30% favorito anche dalla discesa dei tassi di interesse. Per puntare su entrambe queste due coriacee società, Unicredit ha messo a punto un certificate che ha come sottostante le due azioni: il certificate si chiama Cash Collect Worst of Certificate a codice Isin DE000HV8BFE7. Lo consiglia Websim che ne illustra qui di seguito le caratteristiche.

LE CARATTERISTICHE – Il certificate è un quasi bond che offre una protezione condizionata del capitale iniziale e paga ogni anno un coupon di dimensioni rilevanti, perlomeno se lo si paragona ai rendimenti modestissimi che si trovano oggi sul mercato. Alla scadenza, il 15 settembre del 2017, se nessuno dei due sarà sotto la barriera, verrà rimborsato il capitale, più un importo supplementare.

RENDIMENTI – Vediamo come funziona e quali sono i rendimenti. Oggi il certificate si acquista a 98 euro. Tra poco meno di un anno, il 15 settembre del 2015, il possessore riceverà un coupon di 4 euro qualunque sia il prezzo di Enel ed Eni. Allo stesso modo l’anno successivo, il 15 settembre del 2016, verrà pagato in modo incondizionato un altro coupon di 4 euro.  Se alla scadenza entrambi i titoli saranno sopra la barriera, il certificate rimborserà 105 euro: nell'arco dei tre anni il possessore guadagnerà 15 euro (2 euro + 4 euro + 4 euro + 5 euro) con un rendimento complessivo nell’arco dei tre anni, ai prezzi di oggi, di poco superiore al 15%. Le due barriere sembrano essere a distanza di sicurezza. Quella di Eni è posta a 11,35 euro, un livello che il titolo non ha mai raggiunto negli ultimi 14 anni: rispetto ai prezzi di oggi è del 34,7% più basso. Quella di Enel è a 2,41 euro (-41% rispetto alla quotazione attuale). Una caduta così rovinosa per le quotazioni di due società di questo rango si può ipotizzare solo in caso di eventi drammatici di scala internazionale o di un altro crollo catastrofico delle Borse. Enel sembra più fragile perché sulle sue spalle gravano circa 40 miliardi di dollari di debito, ma in questo scenario di tassi ultra bassi il peso sembra molto più sopportabile che in passato; inoltre, nel corso dell’autunno dovrebbe arrivare la cessione di Slovenske Elektraerne e di altri asset in Romania, una vendita che dovrebbe portare nelle casse della società tra 5 e 6 miliardi di euro.