10 titoli da comprare a Piazza Affari

Sebbene lo scenario economico sia molto debole, scrive Milano Finanza, le valutazioni di Piazza Affari sono basse rispetto ad altre asset class in un  mercato trainato dalla politica monetaria della Bce. Il consiglio è adottare una strategia che prediliga i titoli bancari/finanziari e le società di qualità, soprattutto quelle con una forte esposizione al dollaro. Ecco dieci titoli con il rating buy scelte da Citigroup.

1) Autogrill. Il prezzo obiettivo del titolo è 7,90 euro, che implica un potenziale di rialzo del 24%. In seguito al de-merger il gruppo potrà rivitalizzare le sue qualità e portare a termine una riorganizzazione di successo. Il miglioramento dei margini reddituali sarà trainato dalla ripresa negli Usa, dalla riorganizzazione delle attività europee, dall’entrata in nuovi mercati e soprattutto dalla selezione e riduzione delle locations in Italia.

2) Luxottica. Il gruppo è ben posizionato per competere in un settore in grande evoluzione e l’accordo con Google gli consentirà di mantenere un vantaggio competitivo. Nel breve  l’uscita del ceo Andrea Guerra non avrà grandi conseguenze, ma potrebbe avere implicazioni a lungo termine. Con tre possibili scenari: prosegue tutto come prima, vendita degli outlets Usa più piccoli per riallocare le risorse, o eventualmente un accordo di grande portata. In assenza di nuove acquisizioni, la forte generazione di cash potrebbe portare a un dividendo speciale nel febbraio 2015. Il target price è 47 euro, che corrisponde a un total return del 19,3%, considerando il dividend yield dell’1,9%.

3) WDT. L’annuncio dell’inaspettata uscita del ceo Jose Maria Palencia entro fine 2014 non dovrebbe un grande impatto sulla comunità finanziaria, ma gli specialisti di Citi si aspettano dettagli dalla conference call del 2 ottobre. La società continuerà ad avere un ruolo chiave nel consolidamento di un mercato molto frammentato. Il prezzo obiettivo di 10,30 euro è del 14% superiore alle quotazioni attuali.

4) Azimut. Nel primo semestre gli asset gestiti (aum) sono cresciuti del 23% e i ricavi del 14% mentre i profitti sono rimasti piatti. Gli analisti si aspettano che in futuro Azimut continui a porsi obiettivi ambiziosi, ma con una maggiore enfasi sulla redditività. Data la liquidità netta di cui dispone c’è spazio per un aumento del dividendo (passando da un payout del 55 all'85% il rendimento della cedola potrebbe essere del 5%). Il total return atteso dal titolo è superiore al 23%, considerando un upside del 19,7% rispetto al target di 25 euro e un dividend yield del 3,4%.

5) Anima. E’ il quarto maggiore asset manager in Italia (circa 54 miliardi di euro di asset gestiti) e ha stretto accordi di lungo periodo con i partner strategici Bpm, Bmps e Creval, che hanno rispettivamente il 16,8%, 10,3% e 2,8% delle azioni. Gli esperti dell'investment bank Usa dopo la svolta della raccolta (da 3,4 miliardi nel 2013 a 6 miliardi da inizio anno) si aspettano una crescita del patrimonio gestito al ritmo del 9% (cagr) dal 2013 al 2018. Il prezzo obiettivo di 5,4 euro implica un potenziale di rialzo del 20%, a cui si aggiunge un rendimento della cedola del 3,3%.

6) Mediolanum. Target price di 7 euro, del 23% circa superiore alle quotazioni attuali e dividend yield del 4,4%. Il parere positivo sul titolo è legato a cinque fattori: la strategia e il solido track record dei risultati, la fase favorevole del settore dei fondi comuni, lo spazio per la leva operativa dopo l’aumento dei costi nel 2014-15, la possibilità di un incremento del rendimento della cedola (con una stima di payout dell’85% che implica un dividend yield del 6% circa) e la bassa valutazione relativa del titolo rispetto alle altre reti in termini di p/e (prezzo/utile) 2015.

7) Banca Generali. Il gruppo ha registrato buoni risultati nel primo semestre, con la prospettiva di chiudere l’anno con una raccolta netta di 2,7 miliardi, che porterebbe a una crescita degli assets gestiti del 20%, mentre l’utile netto è stimato in progresso dell’8% (153 milioni). Il total return atteso dal titolo (superiore al 20%) deriva dalla somma dell’upside rispetto al target price di 25 euro e del dividend yield del 4,9%.

8)Intesa San Paolo. Target price di 2,70 euro, che corrisponde a un rialzo dell’11,7% a cui si aggiunge un rendimento della cedola del 2,9%, per un total return del 14,6%. Secondo gli analisti il rote (return on tangible equity, cioè la redditività operativa) a lungo termine toccherà l’11%, il maggiore fra le banche italiane, accompagnato da un solido capitale e dalla liquidità. I maggiori rischi legati al titolo sono lo scenario macro più debole delle attese in Italia, l’aumento dei rendimenti dei titoli di stato e gli incrementi della redditività inferiori alle previsioni.

9) Unicredit. Il titolo merita una quotazione del 16% più elevata dei prezzi attuali, in vista di un target price di 7,30 euro, mentre il dividend yield è stimato 1,9%. Unicredit viene scambiato in borsa 0,8 volte il valore di libro (tbv), a sconto rispetto a Intesa SanPaolo (intorno a 1) e ai competitor europei (1,1). I punti di forza sono i miglioramenti sul fronte della qualità del capitale e degli asset, il potenziale di ristrutturazione del business e l’esposizione ai mercati in crescita.

10) Mediobanca. Gli analisti hanno confermato il giudizio positivo sul titolo, assegnandogli un prezzo obiettivo di 8 euro, del 12,8% maggiore delle quotazioni attuali, a cui si aggiunge un rendimento della cedola del 2,3%, per arrivare a un total return del 15,1%. Mediobanca, che dovrebbe beneficiare di un ripresa dell’attività di m&a (circa 28 miliardi di euro di accordi attesi nei prossimi trimestri con l'effetto di sostenere il fee income), è attraente in una prospettiva di investimento di lungo periodo.