Sette titoli del petrolio che possono crescere più del 35%

Dall'inizio di settembre, scrive Milanofinanza.it, il calo del prezzo del greggio ha trainato al ribasso del 20% circa le quotazioni dei gruppi petroliferi mondiali. Secondo gli analisti di Morgan Stanley, la debolezza dei titoli può essere una buona occasione per fare acquisti mirati. Ecco le azioni che hanno un forte potenziale di rialzo.

1. Galp Energia
Il giudizio è stato rivisto al rialzo (da equalweight a overweight) perché le debolezze dello scenario downstream europeo saranno più che compensate dal business upstream in Brasile. Il titolo tratta inoltre con uno sconto del 40% rispetto al nav (net asset value). Un gap che è destinato a ridursi, grazie agli incrementi di produzione e cash flow che sarà in grado di generare nei prossimi 12-18 mesi. Infine, in base a una quotazione stimata del greggio di 95 dollari/barile, il p/e (prezzo/utile) dovrebbe scendere da 29 a 8 entro il 2018. Il prezzo obiettivo di 15,5 euro è del 36% superiore alle quotazioni attuali.

2. Tullow Oil
I punti di forza sono il portafoglio bilanciato e una crescita del cash flow del 20% circa da qui al 2020, trainata da importanti sviluppi in Ghana, Uganda e Kenya. Il target price di 715 pence corrisponde a un margine di  crescita del 41%, che può essere superiore nel caso di nuovi successi nell’attività di esplorazione in Kenya e Guinea. Il titolo tratta 35 volte l’utile 2014, 19,9 nel 2015 e 14,4 nel 2016, mentre il rendimento della cedola è 1,5%. Il rating è overweight.

3. EOG Resources
È fra i titoli preferiti con un target di 136 dollari (+38% dalle quotazioni attuali). Dopo il recente pull back del 15% dai massimi resta molto attraente. La compagnia detiene posizioni strategiche nei maggiori bacini di shale oil (Eagle Ford, Permian, Bakken). Nel 2014-2016 la produzione e il cash (rettificato per il debito) dovrebbero crescere al ritmo rispettivamente del 10 e 14%, contro il 6% dei concorrenti. I bacini di Eagle Ford (Texas) sono fra i meno costosi negli Usa: i bassi costi e gli alti ritorni sono particolarmente vantaggiosi in una fase negativa dei prezzi del petrolio. Il p/e scende da 18 nel 2014 a 16,5 nel 2015, mentre il p/cf si riduce da 6,3 a 5,7. Il rendimento della cedola è trascurabile (0,7%).

4. Noble Energy
Secondo gli esperti della banca d’affari Usa, è il primo della classe in termini di crescita della produzione e rendimento delle esplorazioni. Merita quindi di essere trattato a premio rispetto alla media (il p/e è 21,8 nel 2014 e 19,3 nel 2015, mentre il p/cf scende da 6,6 a 5,7). Altri punti di forza sono l’esposizione verso il shale oil Usa (Niobrara e Marcellus) e le esplorazioni off shore ad alto impatto. Il target price di 82 dollari implica un potenziale di rialzo del 46%. Il dividend yield è basso (1,3%). Il rating overweight.

5. Anadarko
Target 129 dollari, del 40% superiore alle quotazioni attuali, per la compagnia che ha un portafoglio concentrato su progetti altamente redditizi, ma che viene scambiato a multipli in linea con la media. Sul titolo non peseranno più le incertezze legate alla vicenda legale Tronox, che obbliga il gruppo petrolifero a versare per danni ambientali (come stabilito dal dipartimento americano di Giustizia) la cifra 5,5 miliardi di dollari, che rappresenta un record (4,5 miliardi pagati da Bp per l’esplosione della piattaforma nel Golfo del Messico) ma che avrebbe potuto arrivare a 14 miliardi. Il p/e sale da16,9 nel 2014 a 20 nel 2015, per scendere a 16 nell’anno successivo, mente il rendimento della cedola è intorno all’1,2%. Il giudizio è overweight.

6. Devon Energy
La recente cessione delle restanti attività non strategiche negli Stati Uniti consente alla società di concentrare gli interessi in tre aree core (Eagle Ford, Permian e Canadian Thermal). Considerando le buone prospettive, il titolo è a sconto rispetto ai concorrenti. Il prezzo obiettivo di 88 dollari è del 37% superiore alle quotazioni attuali, con rating equalweight. Il p/e scende da 11,5 nel 2014 a 9,9 nel 2015 e 8,1 nel 2016, mentre nelle stesse date il p/cf è rispettivamente 4,1, 3,7 e 3,3. Il dividend yield è 1,4% nel triennio.

7. Hess
Prosegue la trasformazione da compagnia petrolifera integrata e società attività esclusivamente nel business E&P (esplorazione & produzione) con una crescente esposizione verso i bacini di shale gas (Bakken e Utica), oltre ai progetti di start-up offshore (Tubular Bells). Il target price di 114 dollari è del 36% superiore alle quotazioni attuali, ma nello scenario più ottimista può arrivare al 46% (122 dollari). Il titolo tratta 19,4 volte l’utile 2014 e 26 quello del 2015, mentre il rendimento della cedola è 1,2%. Il rating overweight.