I rendimenti obbligazionari governativi sono scesi ai minimi storici. I Btp a 10 anni sono scivolati sotto il 2% lordo. E non va meglio per le scadenze a breve termine: i Bot a 12 mesi rendono lo 0,33%. Tassi che, scrive Il Sole 24 Ore, rendono alcuni conti di deposito, oggi, estremamente più aggressivi.
IL CONFRONTO – Recentemente Widiba (divisione online del gruppo Mps) ha lanciato un'offerta sui conti di deposito al 2,1% con vincolo a 12 mesi. Al netto della ritenuta fiscale del 26% il tasso scende all'1,55%. Bisogna poi sottrarre l'imposta di bolla (2 per mille). Nell'ipotesi di un investimento di 20mila euro, ulteriore 40 euro. Il che fa scendere il tasso effettivo all'1,35%. Siamo comunque ben oltre lo 0,33% lordo (cui sottrarre il 12,5% di ritenuta fiscale) pagato dai Bot a 12 mesi.
LA MOSSA DELLA BCE – E per il 2015 le cose potrebbero non cambiare. La Bce potrebbe, infatti, lanciare un piano di acquisto di titoli di Stato dell'Eurozona, il cosiddetto quantitative easing. Questa operazione dovrebbe far ulteriormente scendere i rendimenti dei titoli di Stato, compresi quelli di Bot e Btp. Di pari passo potrebbero scendere anche i tassi di alcuni conti di deposito.
POCHE VARIAZIONI – “Credo che nel 2015 i tassi dei conti di deposito non subiranno variazioni sostanziali, almeno dei tassi di punta È vero che il qe dovrebbe ridurre la necessità delle banche di finanziarsi dalle famiglie ma ritengo che i tassi di punta dei conti deposito siano oramai prossimo al minimo: al di sotto di certi valori l'appeal del prodotto non sarebbe in grado di attrarre clientela”, ha spiegato al Sole 24 Ore, Manfredi Urciuoli Responsabile Comunicazione di ConfrontaConti.it.