3 azioni europee da evitare

In uno scenario di crescente volatilità, scrive Milanofinanza.it, gli esperti di Société Générale continuano a preferire le azioni Usa e quelle dell'Eurozona, rispetto ai mercati emergenti che non offrono un profilo rischio/rendimento interessante. Ecco sui listini del Vecchio continente le società che consigliano di evitare.

1. Tesco
Il rating sell (vendere) con un prezzo obiettivo 150 pence è stato annunciato dopo il terzo profit warning del gigante inglese della grande distribuzione, che capitalizza oltre 14 miliardi di sterline. I punti di debolezza sono rappresentati dalla scarsa chiarezza sulle ragioni del forte calo dei margini reddituali, sulla politica finora poco aggressiva sui prezzi nel Regno Unito, e sulla scarsa solidità del bilancio. Il ratio debito netto/reddito operativo lordo (rettificato) è 5,4, mentre il limite per restare investment grade è generalmente intorno a 4,5. Il gruppo dovrà quindi fare a breve importanti cessioni di alcuni asset chiave (Sud Corea, Thailandia,Tesco Bank e Dunnhumby), mentre non si può escludere un aumento di capitale. Negli ultimi 12 mesi il titolo ha perso circa il 45% del suo valore.

2. Rèmy Cointreau
Target price di 55 euro, inferiore alle quotazioni attuali intorno a 58,2, per la società francese che riuscirà a registrare una crescita sostenibile dei margini reddituali solo se riuscirà ad incrementare i ricavi. L'utile per azione (rettificato) è stimato 1,87 euro nell’esercizio che si conclude nel marzo 2015 e 2,23 in quello successivo, mentre il p/e scende da 31,9 a 26,7. In potenziale di rialzo è invece legato al processo di concentrazione del settore, se fosse lanciata un’offerta sulla società, oppure se le ipotesi degli analisti sulle vendite di cognac in Cina si rivelassero troppo pessimiste. Il total return a un anno del titolo è negativo (-3,2%).

3. Zurich Insurance Group
Alla compagnia assicurativa elvetica guidata da Martin Senn, che capitalizza 45,5 miliardi, è stato assegnato un target di 285 franchi svizzeri. Il prezzo obiettivo è stato ottenuto applicando il metodo della somma delle parti, contro una quotazione attuale intorno a 305,7. Dopo aver messo a segno da gennaio una delle migliori performance del settore (+26%) il titolo risulta sopravvalutato rispetto ai competitor, pur considerando la sua grande solidità patrimoniale. Gli analisti ritengono quindi che Axa, Aegon e Aviva abbiano maggiori chance di rialzo nei prossimi mesi. I risultati dell’esercizio 2014 saranno comunicati il 12 febbraio.