Giù la ricchezza delle famiglie, -1,2% nel 2014

LA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE – A fine 2013, la ricchezza netta delle famiglie italiane era di 8.728 miliardi di euro, pari in media a 144.000 euro pro capite e a 356.000 euro per famiglia. Lo rende noto Bankitalia, precisando che il valore della ricchezza netta è sceso dell'1,4% a prezzi correnti. A pesare è stato soprattutto il calo del valore delle case. Nel primo semestre del 2014, la ricchezza netta delle famiglie italiane sarebbe ulteriormente diminuita dell'1,2% in termini nominali rispetto a fine 2013. Bankitalia precisa che la ricchezza netta complessiva, valutata a prezzi correnti, è diminuita di 123 miliardi di euro (-1,4%) tra la fine del 2012 e la fine del 2013.

LE VOCI DEL RISPARMIO – Nel dettaglio, alla fine del 2013 la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane superava i 4.900 miliardi di euro, corrispondenti in media a più di 200.000 euro per famiglia. Tale valore registrava una flessione del 4,1 per cento rispetto all'anno precedente (-4,4% in termini reali). Sempre alla fine del 2013 le attività finanziarie ammontavano a 3.848 miliardi di euro, in crescita rispetto a fine 2012 (2,1% a prezzi correnti). Il 43% era detenuto in azioni e partecipazioni in società di capitali, obbligazioni private, quote di fondi comuni di investimento, partecipazioni in altre società, titoli esteri e prestiti alle cooperative.

POPOLO DI RISPARMIATORI – I depositi bancari, il risparmio postale e il contante rappresentavano poco più del 30% del complesso delle attività finanziarie. La quota investita direttamente dalle famiglie in titoli pubblici italiani era inferiore al 5%: rispetto al 2012, la quota di ricchezza direttamente detenuta dalle famiglie italiane in titoli pubblici italiani è scesa dal 5,3 al 4,7%. Nonostante il calo degli ultimi anni, le famiglie italiane mostrano comunque nel confronto internazionale un'elevata ricchezza netta, pari nel 2012 a otto volte il reddito lordo disponibile. Tale rapporto è comparabile con quelli di Francia, Giappone e Regno Unito e superiore a quelli di Stati Uniti, Germania e Canada.