5 modi per sfruttare al meglio il Qe

In caso la Bce giovedì decida di lanciare il Qe (Quantitative easing), scrive Milanofinanza.it, il tasso di cambio euro/dollaro, che è tornato al minimo degli ultimi 12 anni, potrebbe ulteriormente indebolirsi. Ecco secondo gli analisti di Societé Générale 5 modi per sfruttare al meglio questo trend.

1. Comprare azioni dell'Eurozona
I listini azionari della zona euro beneficeranno direttamente di una valuta più debole e potranno così realizzare quest'anno una performance migliore di Wall Street. Secondo le stime degli specialisti dell’investment bank francese, un calo del 10% dell’euro si traduce in un incremento utili societari dell'Eurozona del 7%.

2. Posizionarsi long CAC40/Short DAX30
Il mercato azionario francese è il principale beneficiario della debolezza dell'euro, mentre il listino tedesco è quello che ne sarà meno avvantaggiato. Se si stima un calo del 10% dell’euro, i profitti delle società francesi salgono del 9%, seguite da quelle olandesi 7% (in linea con la media) e dalle aziende tedesche (6%). In questa simulazione meno rilevante l’impatto sulla Spagna (5%) e sull’Italia (4%)

3. Preferire le blue chip alle small cap
Come nel caso del Giappone, l'indebolimento della moneta dovrebbe, a parità di altri fattori, creare più vantaggi per le large cap, grazie alla loro esposizione internazionale, rispetto alle small cap, che sono focalizzate sul mercato interno.

4. In pole position lusso e tecnologia
Nella scelta dei settori, il lusso (rating neutrale) e l’hardware (rating overweight) sono i più euro-sensibili, mentre l’aerospaziale-difesa è alle quotazioni attuali troppo caro e merita quindi il giudizio underweight (sottopesare). Questo non impedisce tuttavia di trovare situazioni speciali con un alto potenziale.

5. Acquistare due azioni per ogni settore
Scegliere le blue chip che dall’euro debole trarranno i maggiori vantaggi. Secondo questo criterio, i titoli a cui è stato assegnato il rating buy (comprare) sono Airbus, Safran, Michelin, Renault, Heineken, Pernod Ricard, Siemens, Solvay, Kering, Aegon, Galp Energia, Publicis Groupe, Reed Elsevier, Inditex, Gemalto, Stmicroelectronics, ArcelorMittal, Voestalpine, Alcatel-Lucent e Nokia.