Petrolio, 5 titoli che rendono fino al 7,8%

I miglioramenti realizzati dai maggiori gruppi del settore in termini di guadagni di efficienza, spiega Milanofinanza.it, hanno avuto un impatto rilevante nel business del downstream. Chi ne beneficerà di più? Il giudizio degli analisti di Barclays.

1. Bp
Il titolo Uk, che tratta 18,3 volte l’utile 2016 e 9,1 quello del 2017, ha un rendimento della cedola stimato 7,7% nel 2016 e 7,5% nel 2017. Il rating è overweight (sovrappesare). Il downstream di Bp rappresenta il 24% del capitale investito e nel 2015 ha generato circa 8 miliardi di dollari di cash flow. Il focus del management è sull’efficienza, visto l’obiettivo di 2,5 miliardi di dollari miglioramenti nel 2017 rispetto al 2014.

2. Royal Dutch Shell
Il rating è overweight (sovrappesare). Il dividend yield (azioni di classe A) è 7,8% nel 2016 e 7,6% nel 2017, mentre il p/e (prezzo/utile) crolla da 20,2 a 10,5. Quando Ben Van Beurden è diventato ceo all'inizio del 2014, il business Oil Products è stato identificato come un’area in cui erano necessari molti miglioramenti, che sono stati in seguito realizzati.

3. Total
Rating neutrale (equalweight). Il titolo, che viene scambiato 16,1 volte l’utile 2016 e 11,1 quello del 2017, ha un rendimento della cedola del 5,6% sia nel 2016 che nel 2017. Il downstream rappresenta il 15% del capitale investito e nel 2015 ha generato 7,9 miliardi di dollari di cash flow (prima dei movimenti di capitale circolante). La capacità totale di raffinazione è in calo del 17% negli ultimi 10 anni e, aspetto ancora più importante, la capacità europea è in riduzione del 27%, parzialmente compensata dalla partecipazione della società nella nuova raffineria Jubail.

4. Eni
Il rating è neutrale (equalweight). Il dividend yield è 5,8% sia nel 2016 che nel 2017, mentre il p/e (prezzo/utile) 2017 è 19,2. Eni ha una divisione downstream inferiore ai concorrenti, con meno del 10% di capitale investito nel business. Nel 2016 gli analisti si aspettano un Roace (redditività media del capitale impiegato) nel downstream del 5,5%, che rappresenta un netto miglioramento dai rendimenti negativi registrati nel 2010, ma è notevolmente al di sotto della media del settore (15%).

5. Repsol
Rating overweight (sovrappesare). Il titolo, che viene scambiato 10,6 volte l’utile 2016 e 8,7 quello del 2017, ha un rendimento della cedola del 5,2% nel 2016 e del 6,9% nel 2017. Il downstream rappresenta il 24% del capitale impiegato dal gruppo anche dopo l'acquisizione e negli ultimi cinque trimestri ha generato l'80% del flusso di cassa. Repsol ha investito pesantemente nel downstream nel periodo 2006-2011, ristrutturando le raffinerie di Bilbao e Cartagena.