Gli esperti di Ubs preferiscono rimanere cauti nelle sue previsioni a breve termine. Basandosi sugli oltre 75mila prodotti facenti parte dell’Ubs evidence lab, la banca d'affari ha esaminato l'evoluzione dei prezzi e dell'offerta del settore, osservando una generale stagnazione o diminuzione di circa il 2% dei valori a livello globale, con qualche marchio che ha rafforzato l'offerta di base.
CHI VINCE E CHI NO – Tuttavia, secondo il broker il punto chiave rimane capire se questa strategia abbia avuto un impatto positivo sui volumi. Nel contesto attuale, "continuiamo a vedere come meglio posizionati brand più forti come Gucci e Louis Vuitton, marchi che da dicembre a oggi hanno incrementato il prezzo medio delle borse in Europa, rispettivamente del 14% e del 10%, comparto, quello delle borse, che dovrebbe continuare a beneficiare di una crescita delle vendite", ha sottolineato il broker. Si discostano, invece, società più piccole, come Ferragamo e Tod's che hanno optato per una maggior offerta nella fascia di beni con un costo al consumatore inferiore ai 1000 euro con l'introduzione di borse di dimensioni più contenute, scelta che "non dovrebbe tuttavia avere un grosso impatto sul margine lordo".
LA HARD LUXURY – Diverso è, invece, lo scenario del settore hard luxury, comprensivo di orologi e gioielli. Ubs ha infatti evidenziato come, in questo caso, i prezzi presentino un generale allineamento a livello globale, elemento in forte contrasto con i forti divari del soft luxury. In questo caso, a seguito di un cambiamento importante del mix prezzo/prodotti avvenuto negli ultimi anni, si è venuto a formare un gap nel retail della fascia intorno ai 5000 franchi svizzeri (circa 4.600 euro), prezzo dove al momento la domanda è molto forte. Questo ha portato quindi all'introduzione di nuovi prodotti, come il Drive di Cartier, ma ancora una volta "sarà importante capire la richiesta del mercato", ha specificato Ubs.