5 assicurativi di cui liberarsene

Gli alti rendimenti delle cedole sono stati un punto di forza dei titoli assicurativi, ma cosa succederà in uno scenario di tassi potenzialmente al rialzo? Ecco, secondo gli analisti di Barclays i titoli che hanno ancora margini di crescita e quelli sopravvalutati, come riportato da Milanofinanza.it.

1. Admiral
Alla società Uk specializzata nel settore auto è stato assegnato un target price di 1.618 pence, contro una quotazione recente di 1.840, con rating underweight (sottopesare), nonostante l’alto rendimento della cedola (6,8%) perché la valutazione borsistica è troppo elevata rispetto alla media. Il titolo tratta intorno a 16 volte l’utile 2016 e 2017, pari rispettivamente a 113,9 e 114,7 pence.

2. Swiss Re
Rating negativo sulla compagnia elvetica che merita un prezzo obiettivo di 90,50 franchi, perché il business P&C Re (Property & Casualty Reinsurance) è in un ciclo negativo di lungo periodo. Il p/e sale da 8,7 nel 2016 a 10,5 nel 2017, a fronte di un utile per azione di 10,86 e 9,03 euro. Elevato il dividend yield del 5% in funzione di una cedola di 4,75 euro nell’esercizio 2016 e di 5 euro nel prossimo.

3. Allianz
Il gruppo tedesco è sopravvalutato rispetto al prezzo obiettivo di 150 euro, che è inferiore alle quotazioni attuali. I margini reddituali sono migliorati poco nel 2016 e la crescita del 5% dell’utile per azione non è scontata. Il rendimento della cedola è 4,7% nell’esercizio 2016 e 4,9% nel prossimo, con il dividendo stimato rispettivamente 7,50 e 7,80 euro. Nel settore ci sono, secondo gli analisti, titoli più interessanti.

4. Generali
Il rating è negativo (underweight) con target price 13 euro, del 10% inferiore alle quotazioni attuali, perchè il trend degli utili è piatto nonostante gli ulteriori interventi di taglio degli utili. A Piazza Affari tratta con un multiplo di 10,6 sull’utile 2016 e 2017 (eps di 1,35 euro). Il dividendo è stimato 0,80 euro nel 2016 e 0,85 nel 2017, che corrisponde a un dividend yield del 5,6% quest’anno e del 5,9% nel prossimo.

5. Delta Lloyd
La compagnia ha fatto notevoli progressi, ma l’attuale quadro macroeconomico crea pressioni sul fragile bilancio della società, che difficilmente potrà confermare il dividendo nel medio termine. Il p/e sale da 4 nel 2016 a 4,5 nel 2017, a fronte di un utile per azione rispettivamente di 1,35 e 1,21 euro. Il dividend yield è 5,1% nell’esercizio corrente, ma zero nel prossimo.