Una eventuale Brexit potrebbe avere un effetti deflagrante anche per il mondo del calcio inglese. Secondo Il Giornale, in Premier League rischierebbero oltre 400 giocatori attualmente tesserati da club professionistici, che perderebbero immediatamente il diritto di residenza nel Regno Unito.
EXTRACOMUNITARI – Secondo le normative attualmente in vigore, i calciatori in possesso di regolare passaporto comunitario sono liberi di giocare nel Regno senza alcuna restrizione. Gli extra-comunitari, viceversa, devono rispettare i criteri imposti dal ministero degli Interni, il più importante dei quali prevede che lo straniero in questione faccia parte stabilmente della nazionale del proprio paese d’origine. Una condizione per accogliere solo l’immigrazione (del pallone) qualificata, d’elite. Analizzando però le prime due divisioni d’Inghilterra e la Premier di Scozia è stato calcolato che almeno 332 giocatori non rientrerebbero in questi parametri, qualora si votasse per l’uscita dall’Unione.
LE CONSEGUENZE – Un’ipotesi che dimezzerebbe le rose di squadre come Aston Villa, Newcastle e Watford, che perderebbero fino a 11 giocatori. Nella sola Premier giocano almeno 100 giocatori a rischio espulsione, tra i quali la stella del Leicester dei miracoli, il francese N’Golo Kante, solo di recente convocato da Deschamps. Anche per questo la vice-presidente del West Ham, Karren Brady, uno dei volti della campagna per restare in Europa, ha scritto ai club, mettendoli in guardia sulle conseguenze devastanti per il calcio d’Oltremanica, a maggior ragione alla vigilia dell’entrata in vigore del maxi-contratto per la cessione dei diritti tv.