LE OPPORTUNITA' TRA I VINI – La bolla che aveva portato gli investitori di tutto il mondo a setacciare le colline dell’Astigiano e del Chianti, pronti a ricoprire d’oro le poche aziende vitivinicole disponibili a vendere, è “svaporata” nel 2009, sotto i colpi della crisi, scrive il sito winenews.it. Dopo 4 anni, però, le compravendite hanno ritrovato un equilibrio, con la ricomparsa sul mercato di buone opportunità per investire in immobili e vigneti. Un ritrovato brio confermato dal Centro Studi di Casa.it, il portale immobiliare più visitato d’Italia, che, nei giorni del Vinitaly di Verona, ha analizzato l’offerta di terreni coltivati a vite, parte residenziale e pertinenze produttive (cantine e macchinari) nel periodo 2012/2013, evidenziando una crescita del +5,8% annuo, con trattative d’acquisto che, nel 90% dei casi, partono oggi da valori pari o superiori al milione di euro. “Stabilire il reale valore di un vigneto ai fini dell’investimento – spiega Daniele Mancini, ad di Casa.it – è un’operazione complessa, dove entrano in gioco non solo le variabili agronomiche, ma anche il valore aggiunto legato alla fama del territorio, al blasone del marchio di denominazione e alla tradizione della tipologia prodotta localmente”.