Quasi tutti prima o poi nella vita si sono trovati a fare i conti con un capo “odioso”. Tanto che queste figure – a volte rappresentate come manager spietati e manipolatori, altre come soggetti al limite della comicità– sono tra le più gettonate al cinema e in tv. Ma quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un capo “cattivo” nella vita reale? Lo psicologo Paul Babiak, esperto di organizzazioni industriali, ha condotto uno studio su 203 dirigenti: ne è emerso che circa il 4% presentava una spiccata tendenza psicopatica – denotata da assenza di rimorso ed empatia e da un carattere asociale e manipolatore – contro l’1% riscontrato in media su un campione di tutta la popolazione. Ecco di seguito alcuni dei boss piùn”perfidi” del cinema, selezionati dal portale Cnbc.com:
Miranda Priestly in "Il Diavolo Veste Prada"
E’ Meryl Streep il volto della perfida Miranda Priestly, direttore della prestigiosa rivista di moda Runway, che tormenta la nuova assistente Andrea Sachs (Anne Hathaway) con continue angherie. Tra le sue frasi celebri: “Sei pregata di disturbare qualcun'altra con le tue domande!” e "I dettagli sulla tua incompetenza non mi interessano”.

Wilhelmina Slater di "Ugly Betty"
Nel telefilm "Ugly Betty," Vanessa Williams interpreta la scalatrice sociale Wilhelmina Slater, una diva molto egocentrica che vive principalmente per due cose: la rivista MODE, che arriva a dirigere, e il Botox.

Montgomery Burns de "I Simpsons"
Charles Montgomery Burns è il diabolico capo della centrale nucleare di Springfield dove lavora Homer Simpson, protagonista del cartone animato insieme alla sua famiglia. E’ noto per essere senza scrupoli e per dar prova della sua crudeltà nei modi più fantasioni. Una delle sue frasi celebri è l’ordine rivolto al suo assistente: “Smithers, libera i cani".

Louie De Palma in"Taxi"
Taxi è una serie televisiva statunitense trasmessa per la prima tra il 1978 e il 1983. Uno dei protagonisti è Danny DeVito nei panni di Louie DePalma, direttore della compagnia di taxi Sunshine Cab Company. Il suo modo preferito di interfacciarsi con i sottoposti è gridare insulti dall’interno del suo ufficio.
