Saldi: l’affare migliore si trova sul web

TRA NEGOZI E E-SHOP Risparmio e convenienza restano le parole d’ordine di questi ultimi saldi estivi, e poco importa se l’affare migliore si concluda in uno store fisico o in un e-shop: quando il negozio è serio e affidabile, e l’offerta davvero imbattibile, le differenze fra reale e virtuale si fanno meno forti. È questo quanto dichiara l’85% degli intervistati in un recente sondaggio effettuato da SaldiPrivati, club di vendite private della  web company Banzai. E in particolare, alla domanda: dove ritieni che si possano fare affari migliori? il 45% è d’accordo nel dire che si concludono nei negozi online.

PREZZI E RISPARMIO – A dimostrare ulteriormente che il risparmio è il principio che guida questi saldi estivi, il 54% degli intervistati ha dichiarato di aver valutato molto positivamente le vendite ribassate partite a metà giugno. Il budget destinato ai saldi estivi sarà in linea con quello del 2012: il 58% degli intervistati esprime un’intenzione di spesa compresa fra 150 euro e 200 euro, se trova occasioni imperdibili.

GLI ACQUISTI DEI SALDI – Cosa si acquisterà durante questi saldi estivi? Prevalentemente abbigliamento e scarpe per sè e per il partner (87%), ma anche abiti, scarpe e accessori per i bambini (74%). Solo il 29% dichiara che quasi sicuramente non farà shopping. Ma i saldi non rappresentano solo un’irrinunciabile occasione per rinnovare il guardaroba stagionale: un interessante 79%  ne approfitterà per fare acquisti destinati a occasioni future, dalle festività ai compleanni.

LE DIFFICOLTA’ – I saldi come ottimi momenti di risparmio e convenienza, quindi, ma non manca qualche criticità. La difficoltà più sentita durante i saldi è la mancanza di taglie e colori desiderati (lo pensa il 35% degli intervistati, contro il 25% dello scorso anno), la sensazione che i prezzi siano a volte ‘gonfiati’ prima di essere saldati (lo crede il 25%, contro il 22% dello scorso anno) e la merce riciclata da vecchie collezioni: dubbio che però nel 2012 era al primo posto, mentre quest’anno lo teme solo il 22% degli intervistati.