Investimenti, il ruolo nei portafogli del Venture Capital

Nel contesto attuale di mercato, anche gli investitori più tradizionali sono sempre più esigenti e reclamano l’accesso a soluzioni d’investimento sofisticate. L’informatizzazione e la connettività globale hanno reso molto più accessibili l’accesso ai mercati liquidi più tradizionali, per questo motivo tutte le grandi case di investimento e di gestione cercano di offrire alla propria clientela prodotti che ricorrono in misura sempre più crescente all’analisi fondamentale come driver della creazione di valore. Su questa tesi si sposano quindi perfettamente i prodotti illiquidi che sono però soluzioni di investimento complesse che richiedono team professionali e dedicati“. Ad affermarlo è Roberto Zanco, Head of Alternative Illiquid Investments di Kairos, che di seguito illustra nel dettaglio la view.

Nel panorama degli investimenti illiquidi, il venture capital è il primo tassello della filiera d’investimento sulle aziende industriali. La tesi di investimento del venture capital è spinta da due tematiche principali:

Sfruttare l’innovazione come driver di sviluppo per acquisire un vantaggio competitivo rispetto a panorami di prodotto o servizio consolidati: per questo motivo il venture capital investe soprattutto dove vi è innovazione in termini di prodotto o servizio oppure, ove consentito, proprietà intellettuale a protezione dell’innovazione stessa.

Affiancare il sistema bancario per andare a finanziare quelle aziende che non avrebbero i fondamentali per chiedere credito attraverso i canali tradizionali. In questo secondo caso si sfruttano le competenze di analisi e valutazione di un team dedicato che possa intercettare e analizzare le iniziative che possono funzionare sui mercati e i team imprenditoriali più competenti e motivati per far crescere queste aziende con successo.

I settori da considerare per i prossimi anni, secondo le nostre analisi, sono quattro:

L’innovazione digitale, che sfruttando il cloud computing e le possibilità di connessione, hanno creato totalmente nuovi paradigmi, ad esempio l’intelligenza artificiale, i big data e la blockchain, tutte direttrici che negli ultimi anni si sono sviluppate molto nel panorama digitale globale e che hanno la possibilità di creare in futuro quelle che noi in gergo tecnico chiamiamo  “general porpuse technology”; tecnologie che hanno il potere di cambiare in meglio il mondo, come ha fatto internet o la connettività globale negli anni 90.

Il secondo settore di riferimento, anche alla luce di quello che abbiamo e stiamo passando negli ultimi 2 anni con la pandemia, crediamo possa sussistere in un forte sviluppo futuro di tutte quelle che sono le ricerche e le tecnologie in campo medicale. La sanità globale ha costantemente necessità di innovazione per poter affrontare il contesto futuro che porta ad un incremento costante della popolazione a livello globale che ha la conseguenza di determinare un affollamento dei sistemi sanitari nazionali.

Il terzo settore è l’aerospazio o quelle che noi in gergo chiamiamo tecnologie della “new space economy” ossia la possibilità di accesso alla tecnologia spaziale, fino a qualche anno fa appannaggio solo di enti governativi, anche alle aziende commerciali. Le stime indicano che questo mercato potrebbe valere oltre 1 trilione di dollari a livello globale da qui a 10 anni.

Le tecnologie a servizio della produzione di energia da fonti green e pulite e di conseguenza tutte le materie afferenti all’efficientamento energetico. Questo settore è spinto dall’attenzione crescente che gli enti governativi assegnano alla soluzione di grandi problemi sovranazionali come l’inquinamento crescente e il riscaldamento globale.

Facendo investimenti di medio-lungo periodo è molto importante per noi investire sin da subito in aziende sostenibili che rispettino i fattori ESG. La valutazione degli aspetti ESG, insieme ai tradizionali indicatori finanziari, avrà in futuro sempre una maggiore importanza per quelle aziende che vorranno affacciarsi alla quotazione in borsa o ad essere acquisite da realtà più grandi come le multinazionali. Il nostro obiettivo e focalizzare l’attenzione e quella delle aziende dove investiamo, oggi, per non esserne penalizzati in futuro, quando queste stesse aziende dovranno essere valorizzate.

Gli investimenti illiquidi e soprattutto il venture capital danno la possibilità all’investitore e al gestore di pensare a lungo termine moderando la volatilità globale dei portafogli, andandoli a decorrelare parzialmente dall’andamento dei mercati più tradizionali.

Certo parlando di illiquidi e in generale, per quanto riguarda il venture capital, di investimenti ad alto rischio, bisogna sempre investire in questi prodotti una parte limitata del proprio patrimonio essendo ben consci che non vi debbano essere esigenze di liquidità immeditate in riferimento a quello specifico patrimonio investito.